Tokyo, la prospettiva di aumento dei tassi rallenta la crescita

12 Giugno 2007

TOKYO: Il Nikkei 225 si ferma a quota 17.760,91 al termine della seduta odierna, con un ribasso di 74 punti (-0,41%) rispetto alla chiusura di lunedì.

Si interrompe così, dopo la flessione di venerdì, il cauto recupero iniziato ieri, e sorretto anche oggi dalla buona performance di alcune trading companies (segnatamente Marubeni: + 1,24% e Mitsubishi Corporation: +1,59%) e delle aziende del comparto elettronico (Fujitsu: +1,79%, Fanuc Ltd.: +1,73%, Casio Computers: +1,08%), che riacquistano terreno dopo un fine settimana difficile.

Prevalgono nettamente le vendite sugli acquisti per alcuni titoli legati all’acciaio, come Japan Steel Works che perde il 2,54%, e per le maggiori industrie automobilistiche (Honda Motor Co.: -0,71%; Isuzu Motors: -3,02%; Mazda Motor Corp.: -0,89%; Toyota Motor Corp.: -0,53%), forse costrette a rivedere al ribasso le proprie stime riguardo all’export.

La settimana borsistica è fortemente segnata dalla seduta negativa di venerdì 8 giugno, che interessa Wall Street e tutte le principali piazze asiatiche, e coinvolge la borsa di Tokyo dopo due giornate di stabilità quasi assoluta dei listini.

Mercoledì 6 il Nikkei cede lo 0,07% sulla scia dei risultati non brillantissimi del mercato statunitense, per recuperare lo 0,08% il giorno successivo. A decretare la fine del deciso movimento rialzista che aveva contraddistinto i primi giorni della settimana concorrono, fra l’altro, l’indebolimento del dollaro e le preoccupazioni per il possibile aumento dei tassi di interesse, che cominciano a profilarsi dopo le dichiarazioni rilasciate dal governatore della Fed, Ben Bernanke.

Fra mercoledì e giovedì si registrano inoltre ampie prese di beneficio su titoli che si erano apprezzati a ritmi sostenuti nel corso della settimana precedente. Cedono punti le aziende elettroniche, come Sony e Fujitsu: quest’ultima, costretta ad ammettere che una consociata si è resa responsabile di gravi irregolarità contabili, lascia sul terreno oltre il 3%. Ottimi sono invece i risultati di alcune delle trading companies: Marubeni, che ha ottenuto una importante commessa per la costruzione di un impianto di desalinizzazione negli Emirati Arabi, guadagna nei due giorni quasi il 12%, ma rialzi consistenti si registrano anche per Sojitz, Itochu e Mitsubishi Corp., che tocca i massimi storici.

Benché in qualche misura la caduta dei corsi azionari riguardi, nella giornata di venerdì, tutti i settori produttivi, essa è particolarmente drastica per le principali società immobiliari (Mitsui Fudosan: -5%, Sumitomo Realty: -4,60%, Mitsubishi Estate: -4,50%) e per le finanziarie non bancarie, più sensibili alle prospettive di aumento del costo del denaro.

Un certo rilievo ha anche la flessione del prezzo del petrolio, i cui rialzi hanno sostenuto, nei giorni precedenti, le quotazioni di titoli importanti come, fra gli altri, quelli delle trading companies attive nella distribuzione di prodotti petroliferi sui mercati internazionali.

A indicare una chiara direttrice per il movimento dei listini giunge, lunedì, il dato relativo al tasso di crescita dell’economia per il primo trimestre 2007, pari allo 0,8% (3,3% su base annua) contro una previsione dello 0,6%. La breve euforia del mercato consente all’industria elettronica di recuperare parte di ciò che aveva perduto nella seconda metà della scorsa settimana (Sony: +0,8%, Kenwood Corp.: + 2%). A trarre i maggiori benefici è però il comparto bancario, che vede Mitsubishi UFJ Financial Group guadagnare il 2,2% e Sumitomo Trust avanzare dello 0,9%, in base alle migliori prospettive di redditività del mercato domestico.

Le conferme riguardo alla buona tenuta dell’economia — è positivo anche il dato sulle ordinazioni di macchinari per il mese di aprile — accrescono infatti la probabilità di una prossima correzione al rialzo dei tassi da parte della banca centrale. E’ quindi ragionevole prevedere entro l’estate un ritocco del tasso di sconto "overnight" che, attualmente allo 0,5%, è significativamente più basso di quelli applicati in Europa e negli Stati Uniti.

Marco Zinna