Tokyo: l’economia è solida la borsa riprende quota

3 Luglio 2007

TOKYO: I dati diffusi a partire da mercoledì scorso, sostanzialmente in linea con le aspettative degli investitori, descrivono un’economia in espansione, che procede senza strappi entro un consolidato trend di sviluppo. La borsa si adegua alle prospettive che emergono da questo scenario, sostenuta anche dalla ripresa del mercato USA, per il quale sembrano accantonati, per il momento, i timori legati alla flessione del comparto immobiliare.

La seduta di mercoledì è l’ultima delle quattro consecutive che, a partire da venerdì 22, si chiudono in terreno negativo, ma è anche quella che fa registrare i ribassi più significativi. Il Nikkei 225 perde l’1,18% e si ferma a 17.849,28, mentre il Topix, che presenta in genere una maggiore volatilità, segna -1,40%. Particolarmente sensibili all’aumento dei rischi sul mercato statunitense e all’assestamento del cambio dollaro/yen sono le aziende dei settori automobilistico (Suzuki: -3,15%; Nissan: -2,80%) ed elettronico (Fujitsu: -3,40%; Sharp: -2,30%; Canon: -2,30%).

Con un mercato teso soprattutto a valutare l’effettiva gravità della crisi sul mercato immobiliare americano, e caratterizzato da volumi di scambio piuttosto limitati, a poco vale il dato sull’inaspettato incremento delle vendite al dettaglio per il mese di maggio (+0,1%, contro l’attesa di un arretramento dello 0,4%). Il dato costituisce, invece, un elemento importante nel generale quadro macroeconomico e offre un’ulteriore conferma dello stato di salute dell’economia.

Nella giornata di giovedì si registra una netta inversione di rotta, con il Nikkei che guadagna lo 0,46%. Il rialzo appare legato principalmente alla performance di Wall Street (Dow Jones: +0,68%, Nasdaq: +0,21%) capace di restituire agli investitori la fiducia nella solidità dell’economia americana. Favorite soprattutto, dati i valori correnti dei tassi di cambio, le aziende vocate all’export.

A frenare il recupero dell’indice, un dato sulla produzione industriale in maggio che non corrisponde alle attese degli investitori e penalizza, in particolare, le aziende produttrici di acciaio e le compagnie di trasporto marittimo, in netto calo.

Se i modesti volumi scambiati nel corso della seduta di giovedì potevano far diffidare della stabilità del trend rialzista, il +1,2% messo a segno dal Nikkei alla chiusura di venerdì ha dissipato ogni dubbio. L’indice si attesta nuovamente sopra i 18.000 punti, quota guadagnata e perduta per tre volte nel corso delle ultime settimane. Giocano un ruolo fondamentale le attese di crescita della domanda estera, a fronte della persistente debolezza della valuta, e una domanda interna che i dati diffusi nel corso della giornata danno ancora nettamente in crescita. L’aumento dello 0,4% della spesa delle famiglie in maggio è stata valutata positivamente dal mercato, nonostante si attendesse un +0,6%; il tasso di disoccupazione è rimasto invariato al 3,8%, il minimo negli ultimi 9 anni; il lieve decremento dei prezzi al consumo (-0,1%) non ha scoraggiato gli investitori.

Le azioni che erano significativamente calate di valore nei giorni precedenti traggono ora i maggiori benefici: nel comparto del trasporto marittimo Mitsui OSK Lines riacquista il 5,02% e Kawasaki Kisen Kaisha il 4,80%; per il settore automotive guadagnano Isuzu (+3,25%), Mitsubishi (+2,69%), Toyota (+2,36%) e Suzuki (+2,34%); il comparto elettronico cresce soprattutto grazie a Toshiba (+3,86%), Sanyo (+3,06%) e Denso Corp., importante produttore di componenti elettroniche per auto (+2,99%).

Nel corso dell’intera settimana i titoli legati alle fluttuazioni del greggio offrono buone performance e sostengono le quotazioni anche nella giornata di lunedì, consentendo al Nikkei di chiudere con un modestissimo rialzo (+0,04%) la seduta di borsa. A fronte di un prezzo superiore ai 70 dollari al barile, tuttavia, diversi analisti si dicono oggi preoccupati per lo sviluppo economico nel medio periodo.

Un impatto certamente positivo, soprattutto su alcuni settori (macchinari, servizi) ha prodotto la pubblicazione del rapporto Tankan, che mostra una rinnovata fiducia nella crescita economica da parte delle imprese. Japan Steel work, che guadagna il 4,57%, Okuma (+4,05%) e Sumitomo Heavy Industries (+3,29%) guidano il listino.

Con una correzione piuttosto brusca nel finale il Nikkei chiude oggi a 18.149,90 una seconda seduta piatta (+0,02%). I dati sulla crescita della produzione statunitense non sono stati sufficienti a spingere all’acquisto gli investitori, che restano in attesa di conferme sulla stabilità degli attuali livelli dei corsi azionari. Crescono soprattutto i titoli legati ai prezzi delle materie prime (Inpex Holdings;: +1,75%; Showa Shell: +1,39%) mentre Sony (-1,90%) ed altri colossi del comparto elettronico (Fujitsu, Sanyo) subiscono flessioni significative.

Meritano un commento, infine, le attuali condizioni dello yen, il cui valore è ormai concordemente giudicato inadeguato dalla grandissima maggioranza dei commentatori. In questa situazione si paventa la possibilità di una correzione brusca e incontrollata dei saggi di cambio, anche a fronte del consistente volume di operazioni finanziarie tese a speculare sulla attuale debolezza della valuta giapponese: tipicamente, il cosiddetto "carry trading", rispetto al quale il Ministro delle Finanze, Koji Omi, ha voluto recentemente mettere in guardia gli investitori. Sono già evidenti, infatti, segnali di aumento della volatilità del cambio JPY/USD. La prolungata debolezza dello yen può produrre, inoltre, frizioni con i partners commerciali e contribuire, per altro verso, allo sviluppo di un sistema economico eccessivamente dipendente dalla domanda estera.

Il non facile compito delle autorità monetarie consiste oggi, quindi, nel favorire un riallineamento progressivo della valuta ed effettuare il previsto ritocco dei tassi di interesse, senza soffocare lo sviluppo dell’economia.

Marco Zinna