Tokyo: mentre si attendono le elezioni, il Nikkei arranca

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24 Luglio 2007

TOKYO: Mercoledì 18 è una giornata negativa per la borsa giapponese, che termina la seduta in decisa flessione, in linea con le altre borse asiatiche. L’indice Nikkei cala dell’1,11%, fermandosi a quota 18.015,58. L’effetto complessivo è dovuto, in larga misura, all’apprezzamento dello yen, che colpisce i titoli orientati all’export, e a rinnovate preoccupazioni per le sorti dell’economia americana, dopo che il presidente della Fed, Bernanke, ha ammesso la possibilità che il problema dei mutui subprime sia un freno per lo sviluppo.

Particolarmente colpiti, per ragioni diverse, i titoli hi-tech e quelli del settore automobilistico. I primi, come Pioneer Corp. (-3,3%) e Casio Computer (-1,6%) devono far fronte a previsioni non favorevoli in merito all’andamento della domanda globale dei loro prodotti, che spingono Credit Swiss a rivedere il rating dei titoli azionari. Riguardo ai secondi, le quotazioni di Suzuki (-2,9%), Toyota (-1,3%) e Honda (-0,7%) risentono significativamente dei danni causati dal terremoto di lunedì scorso agli stabilimenti della Riken. La società, fra i principali produttori di componentistica per automobili, ha deciso di sospendere la produzione fino alla conclusione delle operazioni di valutazione dei danni patiti dai propri impianti.

Gli effetti del sisma, sottovalutati nel corso della seduta di martedì, affondano anche il titolo della Tokyo Electric Power Co., che nel corso delle sedute successive, con una flessione complessiva di oltre il 13,8%, tocca il minimo dallo scorso mese di ottobre. La fuoriuscita di materiale radiottivo attraverso l’impianto di ventilazione della centrale di Kashiwazaki-Kariwa — la più grande gestita da TEPCO — ha convinto le autorità giapponesi a imporre la chiusura della struttura e l’esecuzione di rigorosi test di sicurezza, che ne impediranno la riattivazione, forse per un periodo di 12 mesi. La società si vede quindi costretta a ridisegnare integralmente il piano di approvvigionamento energetico, rivolgendosi al mercato degli idrocarburi in un momento in cui i prezzi sono estremamente elevati: il valore di borsa riflette quindi serie difficoltà economiche, destinate a intaccare pesantemente i profitti. Da segnalare, infine, la quarta seduta consecutiva chiusa con un pesante passivo da Fast Retailing (-4%), le cui quotazioni, in trend negativo dal principio dell’anno, sono crollate nell’ultima settimana in seguito alla revisione al ribasso dei profitti attesi.

Il Nikkei recupera un centinaio di punti il giorno seguente, grazie soprattutto alle performance eccellenti delle aziende produttrici di acciaio, legate alla contrazione delle quantità prodotte, a livello internazionale, a fronte di una domanda in aumento. A trarne i maggiori benefici sono Nippon Steel, che con un +4,7% si riporta ai livelli del maggio ’89, e JFE Holdings Inc. (+4,4%), mentre nel corso delle sedute successive i rialzi coinvolgono anche il comparto metalmeccanico, in particolare Japan Steel Works, Mitsubishi Heavy Industries e Sumitomo Heavy Industries.

A sostenere la crescita dell’indice, che giovedì chiude a 18.116,57, anche Chugai Pharma (+4,9%) e le principali compagnie di trasporto marittimo. Kawasaki Kisen Kaisha segna un +2,4%, in seguito alla diffusione di un dato eccezionalmente positivo sugli utili del primo quadrimestre; la stessa notizia trascina verso l’alto anche i concorrenti Mitsui O.S.K. (+2,2%) e Nippon Yusen (+1,4%).

L’indice chiude venerdì a 18.157,93, in crescita moderata (+0,2%) rispetto al giorno precedente. Permangono le condizioni dominanti nel corso della seduta di giovedì, con il listino sostenuto dai produttori di acciaio (ancora Nippon Steel e JFE Holdings, che guadagnano entrambe il 3,9%) e dal "rimbalzo" di titoli sottovalutati dopo la flessione di martedì e mercoledì: fra questi, certamente, Canon e le principali aziende automobilistiche. La borsa risponde infatti prontamente al piano di sostegno a Riken messo in opera da Honda, Toyota e Nissan che, per la riattivazione degli impianti danneggiati, hanno inviato oltre 600 lavoratori in soccorso dell’importante partner commerciale. La produzione di Riken, secondo le ultime dichiarazioni, dovrebbe riprendere nel corso della prossima settimana.

Un effetto non secondario ha, infine, il nuovo aumento del prezzo del greggio, che sostiene le quotazioni delle trading companies più legate al commercio di carburanti (Mitsui & Co.: +2,7%; Mitsubishi Corp.: +2%).

La settimana che precede la consultazione elettorale — mentre i sondaggi fanno presagire un arretramento dei partiti di governo — si apre con una seduta negativa, caratterizzata da volumi di scambio decisamente ridotti, che porta il Nikkei a perdere l’1,07% e ad attestarsi nuovamente al di sotto dei 18.000 punti (17.963,64 alla chiusura). Con solo 39 dei 225 titoli in rialzo a fine giornata, la flessione interessa trasversalmente tutti i settori: perdite significative riguardano le utilities (Chubu Electric Power: -3,55%; Osaka Gas Co.: -2,71%; Tokyo Electric Power: -2,71%), le comunicazioni (Softbank: -3,38%; NTT Docomo: -2,76%; KDDI Corp.: -2,70%) e le aziende di logistica e trasporti (Mitsubishi Logistic: -3,18%; Nippon Express: -3,06%; Keisei Electric Railways: -2,84%). L’origine del movimento al ribasso va ricercata, ancora una volta, nelle dinamiche valutarie: il cambio dollaro/yen tocca i massimi delle ultime sei settimane e gli esportatori vedono profilarsi una riduzione delle vendite all’estero.

Durante la seduta odierna, con un mercato ancora piuttosto sottile, i corsi di alcuni titoli sembrano ricercare un equilibrio dopo le intense fluttuazioni dei giorni precedenti. Alla chiusura, con il Nikkei a +0,2%, il listino mostra una situazione speculare a quella abituale: sulle prese di beneficio perdono parte del valore acquistato nel corso della settimana i titoli legati all’acciaio (JFE Holdings: -3,50%) e all’industria pesante (Kawasaki Heavy Industries: -3,17%; Japan Steel Work: -2,64%), mentre i settori sin qui penalizzati riguadagnano terreno. In particolare evidenza le telecomunicazioni, guidate da KDDI Corp., che annuncia una crescita annuale dei profitti del 9%, legata all’espansione della quota di mercato, e registra una cgescita del 4,82% del valore di borsa. Bene ancha alcune utilities (Chubu Electric Power: +4,35%; Kansai Electric Power: +3,12%); fra queste anche TEPCO, che con un +3,10% lima le perdite di una settimana poco felice.

Marco Zinna

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