Tokyo: le società immobiliari appesantiscono il listino

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26 Giugno 2007

TOKYO: Con sei sedute consecutive al rialzo — la serie più lunga dal dicembre 2006 — la scorsa settimana il listino giapponese ha condiviso con altre borse asiatiche un momento di mercato favorevole. La correzione registrata al termine delle contrattazioni nella giornata di venerdì 22, confermata nel corso delle successive sedute, può essere ricondotta a fattori contingenti, che non mettono a rischio le condizioni complessivamente propizie dell’economia.

La maggiore incognita è rappresentata dall’andamento del mercato statunitense. Fra ieri e oggi, il timore di una contrazione dei consumi ha incoraggiato le vendite dei titoli delle aziende esportatrici,

penalizzando in particolare le trading companies (Mitsubishi Corp.: -2,39%; Sojitz: -%; Itochu Corp.: -0,83) e i settori del software e dell’elettronica di consumo (Trend Micro: -4,47%; Konami: -1,90%; Casio Computer Co.: -1,13%; Sony: -0,93%).

Gli investitori attendono inoltre, prudentemente, i successivi sviluppi del problema dei mutui subprime, di cui è difficile, al momento, valutare la portata e le possibili conseguenze di sistema.

Si interrompe quindi il breve rally dei giorni scorsi, terminato con le sedute di mercoledì e giovedì che fanno segnare, rispettivamente, rialzi del 0,26% e dello 0,21% per il Nikkei, a quota 18.240,30, mentre il Topix, indice generale della prima sezione del Tokyo Stock Exchange, chiude a 1786,38 punti.

Nel panorama macroeconomico ormai consueto, con lo yen debole a trainare le esportazioni, la novità più gradita agli investitori sembra essere il recupero del mercato dei microchip, per il quale, dopo alcuni mesi bui, si registrano inattesi segnali di espansione. Ne beneficiano le aziende del comparto elettronico e quelle che operano nel settore dei semiconduttori, soprattutto Advantest e Tokyo Electron.

I principali artefici della crescita degli indici restano comunque, come nei giorni precedenti, i titoli delle trading companies. Particolarmente favorite risultano in questa occasione Mitsubishi Corp., che cresce del 4,6% e Mitsui & Co., che segna un +3%. Performance interessanti anche per le aziende produttrici di acciaio come Sumitomo Metal Ind. (+3,5%) e Kobe Steel Ltd. (+2,5%).

Nuove preoccupazioni sull’andamento dei tassi di interesse, rispecchiate dai rendimenti dei bond quinquennali, segnano nella giornata di venerdì la fine del movimento rialzista, stimolando le vendite di titoli per i comparti finanziario e immobiliare. Il Nikkei perde lo 0,28%, chiudendo la settimana a 18.188,63. La flessione più netta riguarda gli operatori del mercato immobiliare, come Mitsubishi Estate (-3,95%), Tokyu Land (-3,70%), Mitsui Fudosan (-3%) e Sumitomo Realty (-2,35%). Calano significativamente anche i corsi azionari delle compagnie assicurative: Millea Holding Ltd., titolo a maggiore capitalizzazione in questo comparto, perde il 3,7%.

Più in generale, nel corso dell’ultima seduta della settimana si sono consolidati i guadagni maturati in precedenza; le vendite hanno quindi coinvolto trasversalmente i diversi settori, interessando anche le imprese che, in virtù delle solide prospettive economiche, avevano guidato il movimento rialzista.

Una significativa eccezione è rappresentata dai titoli legati al mercato dei semiconduttori, che seguitano a crescere anche nel corso della seduta di lunedì. Con l’inizio della nuova settimana, d’altronde, la borsa sembra essere guidata dagli stessi fattori che ne avevano segnato la flessione prima del weekend. Alla chiusura di ieri il Nikkei valeva 18.087,48 essendo calato di oltre mezzo punto percentuale a causa delle cessioni di titoli di società immobiliari (Heiwa Real Estate: -4,71%; Sumitomo Reality: -3,85%, Tokyu Land Corp.: -3,53%; Mitsui Fudosan: -2,83%). Le azioni che venerdì avevano contribuito a limitare la flessione degli indici mostrano qui minore tenuta; prosegue tuttavia la crescita dei corsi nel comparto elettronico, che coinvolge alcuni fra i principali operatori del settore, in particolare Fujitsu (+1,75%), Fanuc (+1,41%) e Toshiba (+1,38%).

Il comparto subisce tuttavia un brusco ridimensionamento nel corso della seduta odierna (Advantest: -2,16%; Alps Electric Co.: -2,44%; Oki Electric Ind.: -1,70%) che, come detto, ha visto un calo anche nel settore del software, per il timore di una contrazione dell’export. Riequilibrano l’andamento del listino i titoli legati all’industria petrolchimica e al settore dell’energia: Nippon Oil Corp. segna il +3,55%, Inpex Holdings il +2,68%, Tokyo Electric Power e Mitsumi Electric Co., rispettivamente, l’1,79% e l’1,67%.

Il Nikkei chiude a 18.066,11 (-0,12%), il Topix, con un modesto rialzo, a 1765,87 (+0,05%).

Marco Zinna

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