Tour in Birmania, Yangon: I TOP 5

a cura di:

Archiviato in: in
Tour in Birmania, Yangon: I TOP 5

27 Agosto 2007

Yangon, capitale di uno dei paesi meno conosciuti e più enigmatici d’Asia, vanta il fascino di un centro urbano dal passato coloniale ma tutt’oggi poco culturalmente "inquinato" da influenze occidentali. La città è molto diversa dalla maggior parte delle altre metropoli asiatiche: dimenticate lo smog di Bangkok, l’anarchia dei ciclomotori di Phnom Penh e tantomeno i grattacieli di Hong Kong. Yangon è una città che infonde una profonda calma, caratterizzata da stradoni a volte dissestati (il che durante la stagione delle piogge rende impossibile avere i piedi asciutti), e dove coestistono spalla con spalla alberghi di lusso e baracche, templi buddisti e indù, e dove gli occhi trovano riposo nel verde degli alberi, che crescono ovunque ai lati delle strade. Il periodo migliore per visitare la Birmania va da novembre a febbraio, durante la stagione secca ma prima che arrivi il caldo torrido. Tuttavia, anche nei mesi di agosto e settembre, nonostante i monsoni, Yangon potrà regalarvi emozioni intense e spunti divertenti (ad esempio quando noterete che il tassista del vostro taxi indossa una cuffietta per la doccia per proteggere la propria capigliatura). Inoltre, in questo periodo più che in altri, incontrerete pochi occidentali in giro, il che renderà la vostra visita ancora più autentica.

Molti turisti dedicano a Yangon appena un giorno, spostandosi velocemente nel nord per visitare le antiche città di Bagan e Mandalay. Tuttavia, se il tempo lo permette, concedetevi qualche giorno in più per conoscere meglio questa capitale asiatica tanto insolita, anche meglio se nel weekend, approfittando così della possibilità di concedervi pure un assaggio di mondanità.

I Top 5: cinque attrattive da non perdere durante il soggiorno a Yangon:

1- Visitare la Shwedagon Paya

La Shwedagon paya (pagoda) è il monumento simbolo della città, e senza dubbio il suo "highlight" principale. All’interno dello stupa posto in vetta si trovano, secondo la leggenda, 8 capelli del Buddha, che rendono quindi la pagoda uno dei luoghi più sacri di tutta la Birmania. Alta 98 metri, la Shwedagon paya è visibile da diversi punti della città e di notte risplende dei colori dell’oro. Costruita tra il VI e X secolo d.C. (sebbene la leggenda la voglia addirittura vecchia di 2.500 anni), la pagoda presenta una ricca (e complessa) cosmologia che si dipana tra i vari templi, padiglioni e le innumerevoli statue. Consigliamo vivamente di aspettare qui il tramonto, quando la cupola dorata si accende nel buio della notte.

2- Fare shopping al mercato Bogyoke Aung San

Il mercato Bogyoke Aung San prende il nome dall’eroe nazionale dell’indipendenza Birmana, nonché padre della paladina per la democrazia Aung San Suu Kyi. Al mercato, che si trova all’interno di un edificio di epoca coloniale ed è conosciuto anche col nome di Scott Market, si trova di tutto: stoffe, longyi (gonne pareo) ready-made o da fare su misura, abiti di fattura occidentale, monili in argento, quadri di artisti locali, sigari, lacche, e souvenir di ogni tipo. Se siete degli intenditori di gemme e altre pietre preziose, in questo mercato troverete una ricca offerta delle gemme estratte ed esportate dal nord del paese. Tuttavia, ricordate che queste sono sotto il monopolio statale: fate quindi un esame di coscienza prima di acquistare delle pietre che arricchiscono una delle dittature più spietate dell’Asia.

Il mercato è abbastanza ordinato e non eccessivamente caotico, nonostante qui si trovino più di 1,641 negozietti e bancarelle: probabilmente occorrerà più di una visita per vederlo tutto. Aperto dalle 9 alle 5 del pomeriggio.

3- Passeggiare per le sponde dei laghi Inya e Kandawgyi

Il lago più grande della città è l’Inya Lake, una distesa d’acqua artificiale le cui origini risalgono al 1883, quando diverse pozze d’acqua furono messe assieme per garantire l’approvvigionamento idrico della città. La sponda che si affaccia sull’Università di Yangon è un luogo popolare tra le coppie di innamorati, ed è un luogo rilassante per osservare la vita sul lago. Se volete provare un’esperienza particolare potreste andare in barca a vela sull’Inya lake, informatevi presso lo Yachting club che si trova su una delle sponde del lago e dove potrete affittare una piccola deriva (prezzi a partire da 20 dollari per un giorno). A fianco si trova la sede del Rowing club, dove si allena la nazionale di canottaggio del paese. Anche qui potreste ricevere lezioni di canottaggio, ma rigorosamente scortati da un allenatore. Si teme infatti che gli stranieri possano tentare di arrivare presso la sponda del lago dove si affaccia la casa del leader per la democrazia Aung San Suu Kyi, premio nobel per la pace, che negli ultimi quattro anni è stata rinchiusa proprio in questa casa agli arresti domiciliari. Per questo motivo, inoltre, una parte della strada dove si trova la casa di Suu Kyi, è piantonata da posti di blocco che controllano l’isolamento della villa dove da "the Lady" vive sotto detenzione. Chi ci fosse finito per sbaglio a piedi o con un taxista male informato, viene sottoposto ad un lungo interrogatorio da parte dei poliziotti che controllano l’ingresso alla strada, al controllo dei documenti e ad altre lungaggini burocratiche.

Sebbene più piccolo, anche il Kandawgyi è un distesa d’acqua dall’estensione considerevole (circa 8 chilometri). Ancora una volta si tratta di un lago artificiale costruito in epoca coloniale. Sulla sponda ad est si trova una replica della chiatta reale Karaweik, che ospita un ristorante ed è col suo profilo dorato è diventato ormai l’icona del lago. Dal lago si può ammirare la figura della Shwedagon pagoda che si riflette sulle acque, mentre meta per picnic e passeggiate è il rigoglioso Kandawgyi garden (tra Natmauk Road e Kandawgyi Kanpat Road).

4- Smentire chi pensa che di sera non ci sia niente da fare…

Diversamente da come si potrebbe pensare, Yangon è una città non priva di attrattive per trascorrere la sera- e la notte- piacevolmente. La città ospita una piccola comunità espatriata costituita principalmente da insegnanti di inglese, diplomatici e cooperanti che lavorano nelle tante ong presenti nel paese. Se avete voglia di vedere dei visi occidentali pertanto cominciate recandovi il venerdì sera al bar dell’albergo Strand, che è ormai diventato rappresentativo di Yangon quasi quanto la Shwedagon pagoda. Costruito nel 1896 dai fratelli Sarkies, l’hotel ha attraversato periodi di maggiore e minor fortuna, collocandosi comunque nella fascia "top end" tra gli alberghi della città. Il venerdì sera qui è happy hour time e i giovani espatriati si riuniscono al bar del piano terra, prima di spostarsi altrove per cena o per andare a ballare.

Tra i ristoranti più in voga c’è il Monsoon (specialità da tutta l’Asia, si mangia benissimo e si spende poco) (85-87, Theinbyu Road, Botataung Tsp), il 50th Street (vicino allo Strand), dove potrete gustare anche hamburger e altre "specialità occidentali", e l’unico ristorante italiano in Birmania, l’Opera (20, Thu Kha Waddy Road Yankin Tsp), che però può essere più costoso delle altre alternative.

Dopo cena, ci sono poche discoteche dove trascorrere la notte. Le più frequentate dagli occidentali sono il BME 2, che passa musica commerciale, e il Pioneer (musica house e elettronica), mentre le discoteche della zona di Chinatown sono in pratica dei bordelli per una clientela quasi esclusivamente birmana. Inutile dire che in ogni caso tutte le discoteche pullulano di prostitute e che difficilmente incontrerete una ragazza birmana in una discoteca che non stia lavorando. Proprio per questo motivo ad inizio serata è quasi d’obbligo assistere ai "fashion show", ossia improbabili sfilate di moda dove i clienti del locale possono scegliere la "modella" che più gli è piaciuta regalandole una corona di fiori. Per ovvi motivi nelle discoteche non si possono scattare foto, ma vale la pena di fare l’esperienza e si tratta generalmente di posti abbastanza sicuri. La maggior parte dei locali chiude intorno alle 2.

Infine la domenica mattina, per recuperare le energie spese nel fine settimana, è consigliato il brunch al Dusit Inya Lake Hotel sulla sponda del lago Inya, dove probabilmente incontrerete le facce stanche degli occidentali conosciuti la sera prima. Per rinfrescarvi con un tuffo in piscina si raccomanda la splendida piscina dell’hotel Governor’s Residence (meglio conosciuto col nome precedente di Pansea hotel), uno stupefacente albergo in legno di tek immerso in un giardino rigoglioso la cui costruzione risale agli anni ’20. Per usufruire della piscina basta prendere qualcosa da bere al bar.

5- Escursione alla Golden Rock

La roccia d’oro, non per niente immagine di copertina della guida Lonely Planet Myanmar, è uno dei posti più magici e sacri d’Asia. Per godere appieno dell’atmosfera quasi incantata che circonda questo masso, rivestito di foglie d’oro e posto in bilico su un dirupo del monte Kyaikto, dovete cercare di arrivare alla vetta per il tramonto del sole. Una volta arrivata la sera, la pietra brilla nei colori dell’oro squarciando il buio, è attraversata con leggerezza dalle nuvole e l’unico rumore di sottofondo è il suono dei canti buddisti intonati dai fedeli (e i gridolini dei bambini). Se siete in vena di romanticismo, dormite al Golden Rock hotel: è vicino alla cima della montagna e di mattina potrete fare colazione sul terrazzo, con la roccia d’oro di fronte a voi.

Link Correlati

Ameriga Giannone

Siamo a lavoro sul nuovo Corriere Asia!

Ricevi una notifica quando sarà Online
Ok voglio ricevere la notifica :) 
close-link