Tuffo di novità a Palazzo Lombardia

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19 Gennaio 2007

SHANGHAI: La fiera è piccola, ma innovativa. Due i protagonisti: i costumi da bagno e il Palazzo Lombardia, sì, proprio quello nel Pudong, da tempo oggetto di polemiche e attacchi. Troppo lontano dal centro di Shanghai? L’ha avvicinato MarediModa, consorzio che riunisce ventidue aziende italiane confezioniste di costumi da bagno.

L’ormai famoso palazzo ospita infatti, dal 17 al 19 gennaio, una fiera di semilavorati per costumi da bagno. Ma, un po’ per il luogo scelto – il Palazzo Lombardia è ancora meno conosciuto dei soliti centri fieristici — un po’ per la particolarità del settore — in Cina non esiste la cultura del beachwear – e un po’ perché l’evento è stato organizzato in pochi giorni — la missione a Shanghai è stata confermata all’ultimo momento, l’apertura di ieri non ha attirato molti visitatori. Si possono capire quindi le lamentele di alcuni espositori che avrebbero voluto presentare qualche campionario in più.

Ma lasciando perdere una volta tanto gli interessi individuali — pur comprensibili — e pensando al sistema Italia, aver presentato un business poco noto in un palazzo poco noto è già stato un bel successo — e lo conferma la prestigiosa presenza delle autorità dell’Associazione Cinese Tessili. Certo, si poteva organizzare l’evento in un hotel – lo sa anche il presidente di MarediModa Francesco Pozzi, ma avrebbe avuto un sapore scialbo. In Cina non si può andare di fretta e l’esperienza fallimentare di molte aziende italiane, partite e atterrate con voli pindarici, dimostra che solo le scelte lungimiranti portano al successo. Quindi è meglio essere pazienti e, se questa prima fiera non è stata in grado di soddisfare tutti i partecipanti, lo sarà nelle prossime edizioni.

Si può quindi affermare che l’evento ha avuto un esito positivo e dimostrato che qualcosa nel contestato palazzo patrocinato dalla Regione Lombardia sta cambiando. Solo due anni fa i rari visitatori si domandavano a che cosa servisse un edificio così ben arredato ma vuoto. Un investimento mal calcolato? Un errore strategico? Solo una questione di tempo?

Ognuno faccia le proprie valutazioni, ma visto che c’è, che è l’unico palazzo a Shanghai interamente dedicato all’Italia, e che costa anche poco rispetto alle tante altre istituzioni italiane (solo 15.000 euro all’anno), cerchiamo di valorizzarlo.

Finalmente entrando si ha una piacevole sensazione. E’ italiano lo spazio espositivo, è italiano il punto di ristoro, è italiano l’approccio innovativo di MarediModa: "Il beachwear – spiega il direttore Donato Peduzzi – è un settore nuovo in Cina, dove fino agli anni novanta nessuno sapeva cosa fosse la biancheria intima e dove le donne si proteggono ancora con l’ombrellino per paura di abbronzarsi".

Per il consorzio comasco, abituato a organizzare eventi della portata della fiera di Cannes — che espone il meglio della produzione europea con 130 espositori — la tappa di Shanghai è stata un esperimento. Il beachwear non fa ancora parte dei guardaroba dei cinesi, che non hanno né il tempo né la tradizione delle vacanze in spiaggia. Ma il successo premia il coraggio. E MarediModa è stato talmente all’avanguardia da assegnare lo scorso anno a Bali – andando decisamente contro corrente – il premio per la creatività ad una stilista cinese, che ha disegnato il costume da bagno più fantasioso fra i concorrenti asiatici. Segno che i cinesi hanno sì bisogno di tempo per imparare, ma che alla fine riconoscono le cose di valore. Dopo questo primo passo, attendiamo quindi i prossimi sviluppi su entrambi i fronti. In bocca al lupo ai costumi da bagno italiani. E in bocca al lupo al Palazzo Lombardia.

Marzia De Giuli