Turismo in India: i numeri del 2006

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19 Gennaio 2007

NUOVA DELHI: Visto e considerato che sul Corriere Asia ne abbiamo discusso ampiamente, non possiamo far altro che dedicare un altro articolo all’incredibile turismo indiano, tirando le somme di quello che è stato un eccezionale 2006.

Nell’anno appena conclusosi, infatti, i turisti giunti nel subcontinente sono stati in tutto 4,47 milioni, un dato estremamente positivo pur se raffrontato con il 2005, stagione già di per sé straordinaria. Il numero di turisti giunti nel Paese è cresciuto del 14,3%, e simile è anche la percentuale di crescita dei ricavi del settore: 15,6%.

Il 2006, insomma, è stato ancora una volta l’anno dell’Incredible India, con tassi di crescita per volumi di ricavi e ingressi in doppia cifra. Una crescita continua, perfino durante i caldi mesi estivi e i periodi monsonici, che si pensava avrebbero scoraggiato i meno temerari. Gli analisti sono concordi nel pensare che il merito sia di una migliore sinergia tra il pubblico e il privato, specialmente per ciò che concerne i collegamenti: negli ultimi dodici mesi sono aumentate le linee aeree e si sono di conseguenza moltiplicati i posti a sedere da e verso l’India. I collegamenti hanno avuto un incremento della frequenza lungo le rotte già collaudate, e nuove destinazioni sono state attivate, in Asia e negli altri continenti.

Non occorre ricordare, inoltre, il successo della campagna promozionale Incredible India, uno slogan che ha ormai fatto il giro del mondo grazie a massicci investimenti con un ritorno già nel breve-medio termine.

Il boom del settore turistico — come è ovvio — ha avuto riflessi positivi non solo nel settore dei trasporti. Basti pensare, ad esempio, che il numero medio di camere occupate per hotel ha raggiunto livelli mai conosciuti negli ultimi tre anni, e che le aziende del settore quotate nel mercato azionario hanno visto i propri titoli crescere con percentuali che vanno dal 13% al 32%, per la gioia degli investitori della borsa di Bombay.

Eppure, lo ripetiamo, i numeri fanno intendere che l’entusiasmante risorsa turistica indiana non si sia sviluppata ancora del tutto, e che tanto si può ancora fare per migliorare l’attuale situazione. Paesi molto più piccoli costituiscono dei rivali agguerriti. Singapore, per esempio, una città-stato con le dimensioni della sola Mumbai, ha attirato oltre 9 milioni di visitatori (più del 9% di differenza rispetto al 2005), Hong Kong ne ha fatto addirittura 22,8 milioni, con un incremento dell’8% rispetto all’anno precedente. E sempre meno è la percentuale di cinesi sul totale degli ingressi.

Roberto Rais

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