Tv cinese censura discorso agli Oscar di Ang Lee

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10 Marzo 2006

PECHINO: Sebbene i media cinesi in questi giorni abbiano ampiamente tessuto le lodi di Ang Lee, vincitore quest’anno agli Oscar per la miglior regia con il film "Brokeback Mountain", hanno però rifiutato di distribuire i suoi film e hanno "tagliato" anche parte del suo discorso di ringraziamento durante la serata di premiazione, in cui menzionava Taiwan e Hong Kong. Cinematografia o meno, Taiwan resta sempre una "provincia ribelle" per la Cina. "Ang Lee è l’orgoglio del popolo cinese nel mondo, è la gloria dei talenti della cinematografia cinese", ha titolato martedì scorso il quotidiano "China Daily". Nonostante ciò, il Governo cinese ha vietato la distribuzione dei suoi film nei cinema cinesi, non potendo però impedirne la circolazione tramite dvd pirata. Se è pur vero che la società cinese in questi anni è diventata più tollerante nei confronti dell’omosessualità, e gli istituti di psichiatria non la considerano più una deviazione, l’argomento resta comunque tabù, soprattutto se a parlarne sono i media di stato. Lee è comunque convinto che il popolo asiatico sia molto più tollerante di quello americano verso il popolo gay. La carriera cinematografica di Lee non è certo stata semplice, soprattutto crescendo in una società tradizionalista come quella taiwanese, che disprezza il business del divertimento. È per questo che Lee vede i suoi film anche come una forma di dissenso.

Ylenia Rosati

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