Ue e Asia vogliono uno ‘yuan più flessibile’

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10 Aprile 2006

PECHINO: Funzionari asiatici ed europei hanno ribadito ieri il loro desiderio per una maggiore flessibilità della valuta cinese, senza però chiedere a Pechino una rivalutazione dello yuan. Il basso tasso di cambio cinese ha causato un aumento del deficit commerciale sia con gli States che con la Ue.

I funzionari americani stanno da tempo facendo pressione sulla Cina affinché rivaluti la sua valuta, ricordando che lo yuan è attualmente svalutato del 40%, il che significa mercato vantaggioso ma sleale per la manifattura cinese, a danno dei rivali americani.

In una dichiarazione seguita alla fine dei colloqui avuti in questi due giorni, i ministri della Finanza asiatici ed europei si sono astenuti dal menzionare i tassi di cambio della Cina, ma hanno sottolineato il bisogno di ridurre lo sbilancio globale per assicurare "condizioni stabili e sostenibili" per la crescita mondiale.

Il presidente della Asian Development Bank, Haruhiko Kuroda, ha riferito ieri ai giornalisti che "la Cina avrebbe bisogno di un ‘riaggiustamento’ della valuta visto che si sta muovendo ancora da un’economia a controllo statale." Kuroda ha anche riferito che le riserve del cambio estero cinese hanno registrato un aumento di oltre 200 miliardi di dollari lo scorso anno, grazie soprattutto all’intervento dello Stato nel mercato del cambio. Il maggiore deficit commerciale della Ue finora è con la Cina, totalizzando i 106 miliardi di euro lo scorso anno, contro il record americano di 202 miliardi di dollari.

Ylenia Rosati