Una piscina per le Green Olympics

16 Aprile 2007

PECHINO: il 28 giugno 2001, in occasione di un simposio internazionale sui progetti infrastrutturali di Pechino, il governo centrale si impegnò ad aderire alla politica ambientale investendo oltre 50 miliardi di Yuan per la costituzione delle cosiddette "Green Olympics".

Per l’estate del 2008 Pechino mira infatti a ridurre la concentrazione di inquinanti nell’aria portandola ai livelli considerati accettabili dalla World Health Organization e a mantenere la concentrazione di particolato dentro gli standard dei paese sviluppati.

Nei mesi estivi il livello di inquinamento atmosferico può facilmente superare di due, tre volte il livello considerato sicuro nei paesi occidentali, mentre la quantità di particolato (l’insieme di quelle particelle, allo stato solido o liquido, in sospensione nell’atmosfera che conservano le proprie caratteristiche per tempi tali da consentire la partecipazione a processi fisici e/o chimici come entità a sé stanti – da www.minambiente.it), pericoloso in qualunque percentuale, supera di tre, quattro volte i nostri limiti massimi… quotidianamente!! E se il governo centrale ha orgogliosamente registrato ben 241 giorni di cielo pulito nel 2006 (sette in più rispetto al 2005), l’Environmental Protection Bureau di Pechino ha altresì ammesso che la possibilità che questo numero aumenti ulteriormente è alquanto scarsa.

Ciononostante, il 2007 ha visto l’avvio di una campagna di sensibilizzazione nazionale come parte di un programma triennale lanciato il 18 dicembre scorso dal United Nations Development Program (UNDP) e il governo cinese.

Il progetto, denominato China Environmental Awareness Program (CEAP), tenterà di convogliare l’attenzione pubblica verso i problemi ambientali attraverso eventi nazionali di alto livello come i Giochi Olimpici o la Shanghai Expo 2010.

"Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico e convertire la coscienza ambientale in un cambio nei comportamenti, attitudine e pratica" ha detto Khalid Malik, UN Resident Coordinator e UNDP Resident Representative in Cina.

Attraverso una nuova partnership fra l’UNDP e il Comitato Olimpico, le mascotte ufficiali (FU WA) rappresentanti i cinque elementi della natura e quattro animali tradizionali cinesi saranno portatrici di messaggi ambientali in una serie televisiva animata e sui monitor all’interno delle strutture olimpiche.

"Oltre alle mascotte olimpiche, la nuova partnership prevede il trasporto degli atleti all’interno del Vilaggio Olimpico su veicoli alimentati a idrogeno per la promozione di un trasporto pubblico pulito, l’esposizione di materiali eco compatibili e delle soluzioni adottate per i giochi, nonché un centro educativo per la sensibilizzazione alla conservazione delle acque", ha aggiunto Yu Xiaoxuan, direttore dell’Environmental Department del Comitato Olimpico.

Nel frattempo alcune delle strutture olimpiche vengono costruite secondo gli standard più ecologici!

A completamento dei lavori il nuovo National Aquatics Center, o "cubo d’acqua" di Pechino, oltre ad essere il più grande centro acquatico mai costruito, potrà facilmente essere considerato come il più eco-compatibile dei nuovi edifici tirati su per i giochi in virtù della sua architettura,ingegneria delle facciate esterne e sostenibilità in termini di materiali, acqua e energia.

Il progetto è il risultato di una competizione internazionale vinta da un consorzio costituito da ingegneri dell’australiana ARUP e della China State Construction Engineering Corporation (CSCEC) insieme agli architetti della sempre australiana PTW e della China State Construction International Shenzhen Design Consulting Co (CSCEC+DESIGN).

L’edificio di 177x177x31 metri conterrà cinque piscine (compresa una con onde artificiali) e 17,000 posti a sedere e sarà sede delle gare di nuoto, tuffi,nuoto sincronizzato e della finale di polo

Modellato sulle forme naturali di aggregazione delle bolle di sapone, la copertura esterna in EFTE (Etilene Tetraetilene) è stata studiata appositamente per reagire alla luce ed alla sua rifrazione: il Cubo infatti assorbe radiazioni solari e riduce la dispersione termica, garantendo l’entrata dei raggi solari a incremento di luce e calore all’interno del 30%.

All’interno, il massimo utilizzo di ventilazione e luce naturale garantisce il controllo di temperatura e umidità nelle varie sezioni della piscina e un ambiente confortevole per gli spettatori, mentre l’avanzato sistema di trattamento delle acque ha permesso di portare il livello delle acque riciclate agli standard nazionali e soprattutto a quelli, rigidissimi, della International Amateur Swimming Federation (FINA), nonché del WHO.

Di norma le piscine pompano continuamente acqua in un sistema di filtraggio prima di reinserirla nelle vasche. Il sistema adottato a Pechino prevede l’utilizzo di due impianti prima del suo reingresso in circolo: l’acqua passata attraverso il secondo impianto di purificazione viene lasciata riposare quindi spinta in vasche esterne di condizionamento prima di essere nuovamente mandata in circolo con un consecutivo risparmio energetico a beneficio per l’ambiente circostante.

In più, ingegnosamente, la sottile matrice portante in tubi d’acciaio è a prova di terremoto, pur essendo priva di sostegni in cemento o pali.

Ogni impianto sportivo, evento o costruzione di apparati sportivi ha un impatto sull’ambiente: utilizzo di energia, creazione di agenti inquinanti, produzione di gas serra, consumo delle risorse e generazione di materiale di scarto…. Sono tutte questioni che il mondo dello sport è chiamato a rispondere in maniera seria e significativa e l’ultima cosa di cui ha bisogno la Cina adesso è un Olimpiade che gli costi la Terra.

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Olek Borelli