Uniti nel dolore, contadini denunciano perdita figli ‘rapiti’ da funzionari

21 Marzo 2006

PECHINO: Decine di contadini nel distretto di Gaping, provincia dello Hunan (Cina centrale) hanno accusato i funzionari della pianificazione familiare di aver rapito nei 4 anni scorsi 12 bambini non registrati chiedendo alle famiglie riscatti altissimi per riaverli indietro. Tuttavia, i funzionari del distretto affermano che i bambini sono stati presi in accordo con le leggi previste dal Paese e che gli abitanti del villaggio li hanno consegnati alle autorità volontariamente. Circa 60 residenti hanno firmato una petizione chiedendo la restituzione degli 11 bambini, che loro dicono essere stati portati via violentemente dalle loro case dai funzionari locali. I contadini riferiscono che i funzionari hanno portato via 4 bambine, figlie biologiche, e 7 adottate, chiedendo diverse migliaia di yuan come riscatto. Tre delle bambine provenivano da matrimoni non regolarmente registrati. Inoltre, altre 7 bambine adottate sono state strappate dai funzionari ai loro genitori in questi ultimi anni. Un funzionario del dipartimento di pianificazione familiare del distretto, Li Zijian, ha ammesso che le autorità hanno portato via 11 bambine, tuttavia ha insistito che tutto è stato svolto in conformità con le leggi e la politica dello Stato. Li ha anche affermato che le bambine erano state ‘illegalmente’ adottate e che gli abitanti del villaggio le avevano volontariamente date in adozione per non pagare le multe. "Le famiglie che hanno oltrepassato i limiti stabiliti dallo Stato per quanto concerne le nascite sarebbero state multate, qualora non avessero rinunciato al bambino adottato illegalmente, in quel caso non sarebbero stati puntite. Forse è stato questo a spingere alcuni contadini a mentire, dicendo che i loro figli biologici erano stati adottati", ha aggiunto Li. Li ha anche sottolineato che la legge statale sancisce che una coppia con due bambini non può adottarne un altro. "Abbiamo semplicemente portato via tutte le bambine adottate illegalmente. Ora si trovano all’orfanotrofio di Shaoyang", ha riferito Zhou Xiaofang, direttore del dipartimento di pianificazione familiare del distretto. Gli abitanti del villaggio affermano di non aver mai mentito circa la natura biologica dei figli. Alcuni riferiscono di essere stati ingannati o costretti con la forza a porre le loro impronte su documenti che riguardano i figli. In base alla politica del figlio unico in Cina, la maggior parte delle famiglie in città possono avere solo un figlio, ma quelle nelle campagne possono averne due, se il primo è una femmina o ha un handicap. Le minoranze etniche di solito sono esentate da questi limiti.

Ylenia Rosati

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