Viaggiando in Giappone: Nikko dove l’oro brilla fra la natura.

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Viaggiando in Giappone: Nikko dove l’oro brilla fra la natura.

6 Luglio 2007

Tempo previsto: 2 giorni

Periodo: tutto l’anno

Costo treno kaisoku: 2640 Yen

Costo tickets ingresso templi: 1000 Yen

Costo tickets autobus ‘free pass’ per 2 giorni: 2000 Yen

Costo Ryokan: 23.100 Yen al giorno la doppia. www.kanayahotel.co.jp (tel. 0288510001)

Lasciare la città qualche volta è salutare, perché vivendo a Tokyo il rischio, dopo alcuni mesi è di sentirsi storditi, come quando ci si risveglia con i postumi di una sbornia.

Ed in effetti, a Tokyo c’è tutto e troppo di tutto, tanto che si avverte impellente la necessità di staccare per andare alla ricerca di una dimensione più umana, con la quale riprendere contatto con noi stessi.

Chi vive a Tokyo sa che questa città non è il Giappone da cartolina, con i laghi e i giardini zen dove regna la quiete e, per quanto nei suoi quartieri sia possibile trovare di tutto, nel vero senso della parola, è proprio quello che non si cerca, ciò che si da per scontato, la cosa di cui si ha più necessità. Ed allora, per trovare un po’ di pace e di quiete bisogna per forza uscire dal perimetro metropolitano per ritrovare una dimensione più umana a contatto con la natura.

Fortunatamente Tokyo è un’ottima base di partenza per numerose escursioni e nonostante si trovi a breve distanza da località quali Yokohama, Kamakura, e dal monte Fuji è solo con un viaggio a Nikko (in giapponese) che si riesce a staccare realmente dalla città ed al contempo a visitare una delle regioni storiche più famose di tutto il paese.

Consiglio vivamente, anche a chi ha poco tempo, di dedicare almeno una giornata alla visita di questo luogo storico, sicuramente uno tra i più ricchi ed interessanti di tutto il Giappone, dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, e che per chi ha fretta, non richiede più di mezza giornata per poter essere visitato.

Nikko, che in giapponese significa ‘Luce del Sole’, sorge a 130 Km. a Nord di Tokyo, in una zona di montagna, ricca di laghi, foreste, cascate e sorgenti termali (onsen), tanto bella ed affascinante da essere conosciuta e rinomata sin dall’antichità, e per chi vive a Tokyo rappresenta la meta ideale per riprendere contatto con la natura. La sua fama, oltre all’omonimo Parco Nazionale, è da ricollegarsi al fatto che qui, verso la metà dell’ottavo secolo, un sacerdote buddista di nome Shodo Shonin, vi fondò un centro di buddhismo esoterico e per molti anni Nikko fu un famoso centro di formazione per i monaci buddhisti ed ancora oggi è meta di pellegrinaggio per asceti e religiosi. Ma la sua conoscenza presso il grande pubblico è dovuta principalmente alla bellezza dei suoi numerosi templi, costruiti nel XV secolo per ospitarne il mausoleo di un grande condottiero (Ieyasu Tokugawa), che assunse il controllo su tutto il Giappone e diede inizio ad una dinastia i cui discendenti detennero la carica di shogun (capi del governo) per 250 anni, sino a che la restaurazione Meiji non pose fine all’epoca feudale. Secondo le indicazioni dello stesso Ieyasu doveva trattarsi di un edificio sobrio, ma nel 1634 il nipote di Ieyasu diede inizio ai lavori per la costruzione del santuario di Tosho-gu, di grandezza pari alla notorietà del nonno, per la realizzazione del quale furono assoldati 15,000 artigiani.

A onor del vero bisogna dire che lo stile del santuario, ben lontano dalla sobria eleganza di gusto giapponese, ricorda più i templi Cinesi della dinastia Ming e poco hanno da spartire con lo stile semplice ed austero del Giappone. Nonostante questo l’impatto con i colori accesi delle decorazioni e la profusione d’oro e di lacche, nonché i pregevoli motivi ad intaglio, sono sicuramente suggestivi, specie perché inseriti in un contesto naturale di rara bellezza. Una curiosità del tempio è che è qui che sono state rappresentate per la prima volta le tre famose scimmie rispettivamente con le mani sulla bocca, sugli occhi e sopra le orecchie, a esemplificazione della dottrina Buddista che invita a non ascoltare il male, non guardarlo e non pronunciarlo. Queste scimmie sono oggi diventate il simbolo di Nikko.

Di solito chi si reca a Nikko da Tokyo compie una escursione di una giornata ma raccomando a chi ha un giorno in più da spendere in Giappone di pernottare qui almeno una notte, in maniera tale da poter vedere anche i dintorni del villaggio, come il lago Chuzenji e le bellissime cascate Kegon alte 97 metri, il Yumoto Onsen e il vasto parco nazionale Okku-Nikko, ricco di onsen, sentieri, campeggi, e piste da trekking.

Se decidete di pernottare a Nikko non dovete assolutamente perdere l’esperienza di fare il bagno nelle acque di uno dei suoi famosi onsen, e una volta lì lasciarvi cullare dalla dolcezza delle sue acque termali. Certo all’inizio la sensazione è molto forte e l’acqua sembra troppo calda (43-45 gradi) perché ci si possa immergere, ma a poco a poco i muscoli si rilassano e la sensazione di benessere ripaga di tutti gli sforzi fatti durante la giornata.

A Nikko, gli onsen sono molto suggestivi, specialmente quelli all’aperto (rotenburo), in quanto si trovano immersi in una natura rigogliosa. Io personalmente ho scelto di soggiornare una notte in un Ryokan (albergo stile giapponese) e li, una volta entrata, una ragazza molto gentile in abito tradizionale mi ha mostrato la camera e dopo avermi offerto un ocha (thè verde giapponese) mi ha dato un yukata (tipo di kimono leggero in cotone). Con addosso il yukata sono stata condotta vicino alle vasche, e li, dopo essermi lavata, ho scelto di immergermi in una vasca all’aperto, da cui si godeva una vista incredibile della montagna. Posso solo dire che tra il bagno caldo, la vista mozzafiato e la bellezza del posto, la sensazione di piacere è stata completa ed avvolgente. Consiglio vivamente, a chi si reca in Giappone, di non perdere assolutamente questa esperienza.

Il percorso per arrivare a Nikko da Tokyo è veramente molto semplice e con poche ed astute mosse si riesce a risparmiare parecchio denaro rispetto alle tariffe praticate dalle locali agenzie di viaggio. Sebbene diverse linee ferroviarie conducano a Nikko, compreso il treno ad alta velocità shinkansen (4800 Yen, 50 minuti, con cambio a Utsunomiya e prosecuzione con treno ordinario sino a Nikko — 740Yen, 45 minuti), il mezzo più comodo è rappresentato dalla linea kaisoku, Tobu-Nikko, con partenza dalla stazione Asakusa di Tokyo. Questa linea impiega due ore per compiere il tragitto diretto da Tokyo sino a Nikko, 20 minuti in più rispetto ai treni veloci, ed il costo di ciascuna tratta è pari a 1320 Yen a partire dalle 06.20 del mattino sino alle 16.30 con corse ogni ora.

Per andare a prendere la Tobu Line scendete alla stazione Asakusa della metropolitana di Tokyo (Asakusa line, fermata 18), e qui seguite l’uscita numero 3, all’uscita della quale verso destra si trovano i grandi magazzini Tobu, al pian terreno dei quali si trova la stazione ferroviaria.

E’ possibile acquistare i biglietti anche presso i distributori automatici, ma per chi non ha molta dimestichezza con questo genere di macchine alla destra delle scale che conducono ai binari c’è uno sportello dedicato. Non preoccupatevi se l’addetto alla biglietteria vi risponderà con una voce meccanica, non si tratta di un robot, è così solo perché la flessibilità non è contemplata nel vocabolario dell’impiegato giapponese, pertanto armatevi di pazienza. Di solito il binario di partenza per Nikko è il n. 4 ma per essere certi di arrivare diretti bisogna prendere posto nelle prime due carrozze, solo queste, infatti, coprono l’intero percorso fino a destinazione.

Piuttosto, nel caso decidiate di trascorrere una notte a Nikko e non vi siate ricordati di portare con voi il costume per fare il bagno non preoccupatevi più di tanto, anche perché negli onsen il costume non si indossa.

Mercedes Lopez

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