Viaggiando viaggiando. India, visita ad Hampi, l’antica città della Vittoria

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Viaggiando viaggiando. India, visita ad Hampi, l’antica città della Vittoria

8 Aprile 2008

E’ difficile non rimanere incantati quando si visita Hampi per la prima volta.

Sarà perché si ha la sensazione di trovarsi in un luogo magico che a tratti riporta alla luce un passato epico, oppure perché, come le cose migliori nella vita, Hampi va conquistata e guadagnata con ore di treno prima di intravedere le sagome dei templi all’orizzonte. Ma una volta arrivati, vi assicuro, lo spettacolo vi ripagherà delle ore di viaggio affrontate per raggiungerla.

Un tempo capitale di uno dei regni hindu più grandi e potenti che la storia del paese ricordi, la città di Vijayanagar fu fondata nel 1336 e raggiunse il culmine del suo impero nel XVI secolo, quando le mura delle sue fortificazioni cingevano una capitale che si estendeva su una superficie di 50kmq. Oggi passeggiare tra le sue rovine regala la sensazione di una gioia immensa, un’emozione che a stento si riesce a contenere, tanta è la sorpresa nel vedere la meraviglia dei suoi monumenti.

In passato, oltre che città della Vittoria, Hampi era la città della Gioia, tante erano le ricchezze che custodiva ed il liberalismo di cui si fregiava. L’impero di Vijayanagar fu un impero liberale e cosmopolita, antesignano dell’attuale liberalismo indiano, dove i mussulmani potevano erigere santuari dedicati al Profeta e mausolei per onorare i loro defunti. Nel regno di Vijayanagar tutti i visitatori erano i benvenuti, a tal punto che nei suoi appunti di viaggio, il bolognese Ludovico di Varthema definiva il sovrano di questo impero l’uomo più ricco della terra e Vijayanagar una capitale più splendida e ricca di Roma.

Hampi di oggi è sia un luogo di valore storico ma anche un centro religioso di grande importanza. Idealmente situato a nord dello stato del Karnataka, oggi le sue rovine sono un museo a cielo aperto di incommensurabile valore architettonico, che riportano ai fasti del suo passato epico.

Ed anche se si sceglie di viaggiare da soli, come ho fatto io, non si avverte mai la sensazione di spaesamento, perché ovunque vi giriate ci sarà un sorriso ad attendervi ed una mano pronta a sorreggervi. Sarà perchè ancora il grosso del turismo non ha toccato questo angolo di paradiso, o forse perchè qui la gente è meno scaltra che lungo la costa, ma la sensazione che si prova ad andarci si avvicina a quel raro stato di grazia che solo chi ha viaggiato sa quanto sia difficile ritrovare.

Per raggiungere Hampi, come nel passato, serve solo tempo e pazienza. E di questo sembrano esserne consapevoli gli indiani che per percorrere i 364 km che intercorrono tra Bangalore e la locale stazione di Hospet, impiegano più 10 ore. Il treno, tuttavia, rimane la soluzione più comoda anche per gli stranieri, che grazie ad un servizio notturno possono recuperare ore preziose da spendere una volta arrivati a destinazione.

I collegamenti migliori per Hospet partono dalla stazione di Bangalore alle 22h00 ed il costo del biglietto per un posto letto in prima classe è di circa 600 rupie, ma almeno avrete la possibilità di dormire, cosa del tutto improbabile durante un viaggio in autobus. Il mattino dopo, una volta arrivati ad Hospet, con 15 minuti di risciò sarà possibile raggiungere Hampi in tempo per vedere l’elefante del tempio fare il bagno nel fiume, e per gustare dell’ottimo chai, il te indiano spezziato, che vi farà dimenticare di colpo le peripezie del viaggio.

Il KSRTC, inoltre, (http://www.indiatransit.com/public_transport/karnataka_state_road.aspx) mette a disposizione tutti i giorni un autobus in servizio tra Hampi e Bangalore (Rs. 204, 9 ore). Altri viaggiatori, invece, usano l’autobus notturno da/per Goa (Rs. 400), che circola però solo in alta stagione, ma anche qui non aspettatevi di dormire molto. Numerose agenzie di viaggio presso il bazar di Hampi effettuano il servizio di prenotazione autobus e treno, ma attenzione alle truffe e controllate bene la classe del treno riportata sul biglietto.

L’antico bazar famoso un tempo per il commercio di oro e pietre preziose, è diventato oggi la strada principale, nonché l’unica più o meno asfaltata di Hampi, ed i portici sotto i quali erano esposti i fiori profumati tra i colori dei rubini e degli smeraldi, sono stati trasformati in case ed in locali di dubbio gusto che servono pasti mediocri e bibite sgasate ai viaggiatori.

Di certo se cercate alberghi di classe Hampi non è la destinazione ideale, ma se il lusso non è una vostra esigenza, lungo la strada che conduce al fiume le guest house sono numerose e per la modica cifra di 400 rupie (8 Euro) potrete trovare una camera pulita e fresca da cui godere un tramonto indimenticabile. Vi consiglio il Mowgli (tel 0091 0 8394 287033, (mowgli96@hotmail.com), le sue camere hanno tutte il bagno privato e nel suo giardino sono sistemate amache e bungalow dai quali è possibile vedere il tramonto.

E’ quasi impossibile, invece, elencare gli innumerevoli templi che ci sono ad Hampi, e forse sarebbe anche inutile. Chi c’è stato sa che una volta arrivati sarà il caso a portarvi per mano, e vi assicuro che non troverete un compagno di viaggio migliore. Una cosa, che invece che mi sento di consigliarvi è quella di salire sin sopra la cima di Hemakuta Hill, proprio a ridosso del bazar, da potrete godere un panorama senza eguali sulla valle e sul fiume.

Non preoccupatevi poi se a differenza di quello che avevate previsto il vostro soggiorno ad Hampi si prolungherà di qualche giorno, come ben sa chi c’è stato. Se questo accadrà, sarà perché l’atmosfera Shanti che vi si respira avrà fatto presa sul vostro spirito, regalandovi intensi momenti di assoluta pace e di serena imperturbabilità, così che, lontani dai pensieri frenetici, vivrete con perfetta serenità il presente che vi circonda.

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dalla nostra corrispondente, Mercedes Lopez

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