Visita di Abe a Yakusuni suscita reazioni miste

4 Agosto 2006

TOKYO: La notizia della visita segreta del segretario del Gabinetto giapponese, Shinzo Abe al tempio di Yakusuni ha suscitato diverse reazioni in Cina e Corea.

Abe non ha né confermato né negato la visita, ma sa che ciò rischia di raffreddare ancor di più i già tesi rapporti con i due vicini asiatici, dove "brucia" ancora il ricordo dell’aggressione giapponese in tempo di guerra.

Rapida è stata la risposta sud-coreana.

"Ci delude il fatto che il segretario del Gabinetto abbia visitato un tempio dove sono onorati i criminali di guerra di classe A", ha dichiarato un funzionario del ministero degli Esteri sud-coreano a Seul, e ha aggiunto "I leader giapponesi dovrebbero avere una visione più corretta della storia se sono veramente intenzionati a mantenere delle relazioni amichevoli in Asia."

"Secondo le opinioni dei commentatori dei media e degli intellettuali, dovrei interrompere le visite al tempio solo perché la Cina è contraria", ha dichiarato Koizumi, "in altre parole, è meglio non fare cose che non piacciono alla Cina."

Queste affermazioni hanno portato i media a speculare sulla possibile intenzione del premier di effettuare un’altra visita il 15 agosto, in occasione del 61esimo anniversario della resa del Giappone nella Seconda Guerra Mondiale.

Quando prese il potere nel 2001, Koizumi promise di visitare il tempio di Yakusuni ogni anniversario annuale, ma ha evitato di farlo a causa delle proteste dei vicini e delle critiche locali.

L’ambasciatore cinese in Giappone, Wang Yi ha dichiarato nel corso di un forum sulle relazioni sino-giapponesi, a cui ha presenziato anche Abe, che non "intende più assistere a pellegrinaggi da parte di Koizumi".

Si tratta di un chiaro messaggio ad Abe, considerato il favorito nella corsa alla successione di Koizumi alle elezioni del 20 settembre del Partito Liberal Democratico.

Abe ha visitato il tempio lo scorso agosto e di nuovo il 15 aprile, dopo la nomina come capo del Gabinetto a ottobre. Ora, spinto da preoccupazioni diplomatiche, Abe non intende rivelare le sue intenzioni circa i pellegrinaggi al tempio qualora fosse scelto come successore a settembre.

Abe ha anche dichiarato che "secondo il Governo le visite al tempio da parte di ministri in veste privata non violano la separazione tra religione e Stato stabilita dalla Costituzione."

Il rivale di Abe, il ministro delle Finanze Sadakazu Tanihaki, ha ripetuto oggi che se eletto non effettuerà pellegrinaggi, sebbene abbia visitato il tempio in passato.

Dei sondaggi mostrano che mentre la maggioranza degli elettori giapponesi è contraria alle visite da parte dei leader nazionali, il tasso di quelli a favore è maggiore tra i pro-Partito Liberal Democratico.

Ylenia Rosati

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