Vita da studenti in Cina, fra esami universitari e curriculum creativo

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9 Gennaio 2008

PECHINO: Gli esami universitari in Cina sono il test più impegnativo per gli studenti cinesi, tanto difficili che alcuni fanno ricorso a misure creative per assicurarsi comunque una soluzione alternativa

Quando ancora lavoravo in Cina una mia collaboratrice mi richiese un periodo di ferie di un paio di settimane. Immaginando che volesse fare un viaggio le chiesi dove sarebbe andata, e per tutta risposta mi disse che avrebbe usato le due settimane di ferie per assistere il figlio nella preparazione agli esami per l’ingresso all’università.

Aveva infatti prenotato una camera in un albergo di una zona particolarmente silenziosa della città per garantire la massima tranquillità negli ultimi giorni di studio.

Quell’episodio non era il caso isolato di una madre troppo apprensiva, infatti l’ingresso in una università di prestigio costituisce per gli studenti cinesi l’ambito traguardo di una lunga carriera scolastica che spesso viene pianificata sin dalle elementari e che è fatta di molto stress, esami continui e tanta pressione ad ottenere dei buoni voti.

In generale una laurea in una buona università cinese è la chiave che apre molte porte in un mondo del lavoro sempre più esigente e competitivo e per questo i genitori sono spesso disposti a sacrifici enormi. In una situazione di questo genere si verificano così anche casi di persone che ricorrono a scorciatoie o a delle strade alternative.

Per esempio, mentre una volta una laurea all’estero era un elemento d’eccellenza nel curriculum di un giovane rampante cinese, adesso in diversi casi gli studi all’estero sono il modo con cui si cerca di rimediare ad una brutta performance agli esami statali cinesi, ed alcune università inglesi di seconda e terza fascia diventano il refugium peccatorum dei rampolli, poco studiosi, di facoltose famiglie cinesi.

E l’inventiva non si ferma qua, per esempio alcuni amici mi hanno recentemente informato che le università cinesi più prestigiose, nella loro corsa all’internazionalizzazione, riservano delle quote agli studenti stranieri, per cui mi hanno suggerito, nel caso mio figlio voglia fare una università cinese dopo il diploma, di sfruttare le quote per un accesso agevolato in quanto studente straniero.

Questo stato di cose mi ha aiutato a comprendere meglio i risultati di una inchiesta giornalistica che ho letto recentemente sulla stampa cinese, e cioè che alcune agenzie faciliterebbero l’emigrazione nella provincia del Xinjiang per la cifra di quarantamila RMB, ovvero circa quattromila euro, una cifra ragguardevole per un privato cittadino in Cina.

Tale provincia è in realtà parte di quelle aree povere che il governo cinese intende sviluppare con vari incentivi economici, e quindi verosimilmente nessuno vorrebbe pagare per emigrarvi, ma casomai potrebbe ragionevolmente pretendere il contrario.

Qual’è quindi la natura di questo mistero? Semplicemente, l’agenzia si rivolgeva a studenti che avrebbero potuto così, al momento degli esami nazionali, figurare nelle quote universitarie destinate allo sviluppo delle provincie più povere.

dal nostro opinionista, Marco Wong

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