Wal Mart entra in India (dal retro)

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27 Agosto 2007

NEW DELHI: Wal Mart entra in India, ma i consumatori del subcontinente probabilmente non saranno sconvolti del fatto. Il perché è presto detto: la legislazione locale prevede delle irrevocabili restrizioni agli investimenti stranieri nel Paese, che però non si applicano al mercato all’ingrosso. In conclusione, Wal Mart non ha potuto rivolgere la propria offerta nel mercato al dettaglio, "accontentandosi" (viste le potenzialità dell’operazione, le virgolette sono d’obbligo!) di raggiungere i clienti indiani attraverso la partnership con Bharti Enterprise.

Wal Mart entra quindi in India, e sarebbe il caso di dire "finalmente", visto che è da tempo che provava a concludere un’intesa con un alleato indiano, aggiungendo il subcontinente all’elenco dei Paesi in cui i propri stores sono presenti (finora 13). Qualche giornale indiano ha commentato l’evento sottolineando che la compagine è riuscita ad aggirare il divieto con un’operazione societaria banale; qualcun altro se l’è presa invece con la locale Bharti, che avrebbe aperto i cancelli a future similari transazioni; qualcun altro ancora ha riso a denti stretti, dichiarando che Wal Mart non è riuscita a entrare dalla porta principale, ma solo da quella secondaria.

Ma forse sono solo dichiarazioni intrise di campanilismo, perchè Wal Mart, a dir la verità, ha sempre espresso le proprie intenzioni attraverso dei chiari comunicati stampa e attraverso la voce dei propri dirigenti, che mai hanno espresso l’intenzione di infrangere i regolamenti in vigore. E su questa linea i responsabili dell’area hanno precisato che la società agisce in maniera diretta nei confronti del consumatore finale solo laddove gli investimenti esteri sono consentiti, e che la natura dell’accordo con Bharti Enterprise non è un’intesa finalizzata alla vendita, ma solo di supporto alle operazioni business-to-business. Nessuna forzatura alle norme locali, quindi, quanto un’attenta valutazione di ciò che probabilmente scaturità dalla partnership indiana.

Ma di cosa si occuperà, allora, Wal Mart, visto che è apparentemente lontana dal mercato al dettaglio che senza dubbio avrebbe preferito occupare? È presto detto: Bharti Enterprise e Wal Mart hanno stretto una joint venture al 50% (i ricavi andranno suddivisi in maniera paritaria), per sviluppare un supporto tecnico nelle operazioni di backoffice e consentire un miglioramento nell’attività di distribuzione dei prodotti alimentari a piccoli rivenditori, ristoranti e altri punti vendita, attività nelle quali la compagine ha una rosea esperienza. Esperienza che, sottolineano i critici che temono una graduale apertura agli investitori stranieri nel mercato al dettaglio, si sarebbe potuta trovare anche altrove: Bharti Enterprise è d’altronde uno dei principali gruppi indiani, con interessi che spaziano dal campo delle telecomunicazioni a quello della distribuzione.

Il progetto della joint venture prevede che entro i prossimi sette anni vengano inaugurati tra i dieci e i quindici store, anche se poco si sa sia a riguardo dei dettagli finanziari del progetto stesso, sia a riguardo delle città interessate da questa timida invasione di Wal Mart (voci non confermate hanno mostrato una certa propensione a citare alcune città della zona settentrionale piuttosto che le zone meridionali del Paese).

Secondo gli analisti questa operazione potrebbe aprire le porte del subcontinente ad altre aziende internazionali, che potrebbero perseguire la strada di Wal Mart nell’espansione indiana. Le società che guardano con maggior attenzione la recente partnership sono note da tempo, e rispondono ai nomi di Tesco e Carrefour.

Roberto Rais

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