Web Design in Cina e le differenze con il design occidentale

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28 Aprile 2009

PECHINO: La Cina, nel 2008, ha superato gli Stati Uniti per numero di utenti collegati ad internet ed e’ sicuramente da annoverare tra i paesi con maggiori potenzialita’ in termini di vendite on line. Ma internet "alla cinese", al di la delle differenze di linguaggio e scrittura, e’ in qualche modo diversa dagli alri paesi, sia in termini di contenuti che di design.

Una regola di massima che va considerata da ogni occidentale che approccia un sito web cinese, deve essere quella di, almeno per un attimo, ignorare i canoni estetici tipicamente nostrani e cercare di capire i "perche’" del webdesign cinese.

Un buon motivo per fare cio’ e’ sicuramente legato al fatto che il commercio elettroinco in Cina ha cifre spaventose ed e’ in crescita vertiginosa. Percio’, se per esempio un’impresa italiana intende affacciarsi a questo mercato tramite internet, non potra’ ignorare le regole della comunicazione on line in Cina e dovra’ percio’ attrezzarsi con un design ed un’interfaccia web diversa da quella della versione in lingua originale.

La prima reazione che un occidentale prova quando si collega an un sito cinese e’, quasi sempre, di disappunto. L’impatto non e’ mai dei piu’ gradevoli e percio’ quello che immediatamente viene in mente e’ che il design e’ orribile.

In effetti sono stati compiuti oramai diversi studi a questo proposito (ma nulla ancora di definitivo, poiche’ l’argomento e’ recentissimo), e alcuni ricercatori americani hanno elaborato una serie di differenze chiave tra i due approcci al web deisgn, quello occidentale da un lato e quello cinese dall’altro e, facendo cio’, hanno sancito indirettamente la regola che …"non e’ corretto considerare il web design cinese come esteticamente non rilevante. In effetti esso’ e’ assolutamente consono al mercato locale e accontenta il gusto e le esigenze del navigatore cinese."

Si prenda come esempio www.sina.com oppure www.taobao.com. Il primo e’ un portale generalista mentre il secondo e’ il piu’ grande sito di commercio elettronico in Cina, con un enorme fatturato, nato da una costola del meglio noto www.alibaba.com.

In entrambi i casi ci troviamo di fronte a due approcci simili, con un’impressionante mole di testo, animazione spesso ai confini del nostro buon gusto, colori talvolta sfavillanti, banner fluttuanti qua e la. Ci sarebbe da scommettere sul fatto che nessun occidentale sarebbe disposto a leggerre tutta quella mole di testo.

Alibaba, tra i piu’ grandi vortali al mondo per il b-to-b, e’ un mega-sito nato in inglese e per il pubblico occidentale, ma totalmente disegnato e prodotto in Cina, per facilitare le aziende estere nel cercare supplier cinesi.

Ebbene, dopo qualche tempo, il modello di on-line business si e’ spostato verso il mercato interno cinese, cosicche’ Alibaba ha dovuto attrezzarsi con una versione in lingua madre del sito (http://china.alibaba.com) . E’ davvero interessante verificare che le due interfaccie non sono assolutamente l’una lo specchio dell’altra, tuttaltro. Sono esattamente due siti web diversi, con appena il logo e lo schema di colori in comune. Per il resto, usabilita’ ed approccio grafico si diversificano allo scopo di favorire l’utente-consumatore cinese che mai e poi mai troverebbe confortevole cercare o acquistare qualcosa dalla versione inglese del sito.

In sostanza il lettore-consumatore cinese preferisce:

1- Sito con elevata densita’ di informazione per inches quadrato (poco piu’ di 2.5 cm2), piuttosto che avere le piu’ importanti informazioni e links a portata di mano come acaden nel web design di casa nostra. Se la densita’ di informazioni non dovesse essere all’altezza, c’e’ il pericolo che il lettore-consumatore cinese abbandoni la pagina perche’ dal suo punto di vista rusulta priva di interesse.

2 -Sito con attraenti e colorate animazioni, talvolta futtuanti per tutto lo schermo. Questa soluzione sfiderebbe la pazienza di buona parte degli internauti occidentali, ma per l’audience cinese, soprattutto per l’e-commerce, questo e’ quasi un "must".

3 -Sito con schema di colori in grado di attrarre attenzione a qualsiasi costo, il che, tradotto in linguaggio grafico, significa anche a costo di sacrificare tutte le teorie in merito alla complementarita’ dei colori.

4 -Sito con una lunghezza di pagina circa 3 volte superiore alla media. Si prenda, ad esempio, il sito del Corriere della Sera; ebbene, l’equivalente home page del sito della maggiore testata giornalistica cinese sara’ mediamente 3 volte piu’ lunga. Cio’ implica che lo scrolling e’ altamente accettato. Perche’? Innanzitutto perche’ lo scrolling e’ un sistema, seppur indiretto, di "animare" la pagina andandndo su e giu’, ma anche perche’ i caratteri cinesi sono leggermenti piu’ alti e occupano meno spazio delle lettere dell’alfabeto Romano.

Pertanto, alla luce di queste osservazioni oggettive, e’ altamente raccomandabile a tutte le aziende interessate a sfruttare l’onda lunga dell’esplosione di Internet in Cina, di approntare una corretta versione del proprio sito web aziendale in cinese, non avendo solo cura per la lingua e la traduzione dei contenuti dall’italiano o inglese, ma avendo cura anche di trasferire i contenuti del proprio business in un linguaggio grafico accettato dal lettore-consumatore cinese.

Dr. Alessandro Antonicelli, Raffles Design Institute