Le Zone speciali in Cina, tra Free Trade Zone (FTZ) ed Export Processing Zones (EPZ)

La forte crescita cha ha investito la Cina negli ultimi 30 anni e’ frutto di attente politiche economiche che il governo di Pechino ha delineato con strategie puntuali in ogni aspetto. Parte di tali politiche e’ la creazione di zone economiche speciali utili ad attirare capitali esteri mediante facilitazioni fiscali, economiche e logistiche. La conoscenza delle diverse zone e le potenzialita’ ad esse legate rappresentano importanti variabili in sede di valutazione di un nuovo investimento nel mercato cinese.

Tali zone nascono di solito nelle citta’ portuali, in aree industriali o in regioni dove si sono creati poli tecnologici o manifatturieri particolarmente attivi. Generalmente tali zone sono definite Free Trade Zone (FTZ) identificando appunto delle aree in cui lo Stato concede incentivi, agevolazioni finanziarie e un generale snellimento del sistema burocratico per attrarre le imprese straniere ad investirvi.

Una ulteriore tipologia di zona e’ rappresentata dalle Export Processing Zones (EPZ). Rimanendo pur sempre delle Free Trade Zones, tali aree richiedono delle condizioni specifiche, come quella che le merci in transito subiscano delle lavorazioni prima di essere esportate nuovamente.

In Cina vi sono numerose EPZs, tipicamente nei pressi delle aree di sviluppo economico e tecnologico, per questo denominate Export Development Technological Trade Zones, delle citta’ più importanti del Paese (Pechino, Dalian, ecc.).

Nonostane la diversa nomenclatura delle zone, e le specifiche condizioni richieste per ottenerne le agevolazioni, tutte queste tipologie sono accumunate da benefici fiscali come esenzione dai dazi doganali e dalle imposte indirette sulle importazioni di specifiche tipologie di prodotti, possibilità di conservare materie prime o componenti e materiali d’imballaggio importati nei depositi doganali, esenzione da dazi o imposte sull’esportazione quando i prodotti modificati nella’area speciale sono esportati al di fuori del territorio della Repubblica popolare.

Le imprese operanti nell’High-Tech e investimenti generali a capitale straniero hanno inoltre beneficiato di esenzioni parziali dall’imposta sui redditi delle societa’ (dal 15% ad un graduale allineamento all’aliquota unica 25% per redditi d’impresa) potendo inoltre percepire rimborsi d’imposta (per imposte dirette e indirette) parametrati sul volume d’affari e altri standard registrati nella zona speciale.

Ulteriore categoria e’ rappresentata dalle Bounded Zones o Logistics Parks che sono una tipologia particolare di EPZ, riconducibile alla categoria delle “Industrial Free Zones”. Queste si configuravano originariamente come delle sorte di enclavi, situate nei pressi delle maggiori citta’ cinesi e aventi lo scopo di promuovere il commercio internazionale del Paese: tale obiettivo doveva essere realizzato mediante la costruzione di magazzini nei quali custodire ed esporre le merci (le quali erano esentate dall’applicazione delle barriere all’ingresso) e permettendo quindi l’accesso ai capitali e alle attrezzature delle imprese straniere senza che queste dovessero pagare dazi o altre imposte. Adattandosi particolarmente allo scambio diretto dei prodotti, queste aree speciali hanno assunto il ruolo di polo logistico delle principali societa’ multinazionali, consistenti nell’immagazzinamento dei beni nelle zone franche, nella trasformazione semplice e nella distribuzione delle merci. Gli incentivi alle imprese che operano nelle Bounded Zones consistono generalmente in crediti d’imposta e aliquote agevolate, esenzione da dazi ed imposte per transazioni di import-export e agevolazioni IVA sui prodotti. Una delle piu’ importanti Bounded Zones della Cina e’ la Shanghai Waigaoqiao Free Trade Zone.

Localizzata in prossimità dell’ala nord-est della nuova area metropolitana di Pudong, con una superficie di 10 chilometri quadrati, essa e’ rapidamente divenuta sede di oltre 9,300 imprese provenienti da 72 diversi Paesi (incluse 135 fra le multinazionali che compaiono nella lista “Fortune 500”). Le operazioni economiche che vi hanno luogo spaziano dal commercio internazionale, alla trasformazione per l’esportazione, alla logistica, al trasferimento delle merci. Al fine di poter operare nell’area, le imprese straniere devono costituirre un’entità legale indipendente e ottenere una licenza per l’esercizio dell’attività’ di trading.

I vantaggi sono numerosi, dal libero ingresso delle merci importate da altri mercati stranieri, con esenzione dal pagamento dell’IVA e dei dazi doganali; alla possibilità di compiere il perfezionamento delle merci o il loro immagazzinamento ed esposizione senza alcun limite di tempo; alla possibilità di commerciare all’interno dell’area o di vendere le merci ai mercati stranieri (diversi da quello cinese) senza dover pagare IVA o dazi doganali; all’insussistenza di tributi di alcun tipo con riguardo alle attrezzature, ai materiali e ai macchinari utilizzati dalle imprese localizzate all’interno della Bounded Zone; nel fatto che qualsiasi attività economica e di trading svolta all’interno dell’area sia presuntivamente considerata d’esportazione, con l’applicazione dei relativi benefici. La Shanghai Waigaoqiao Free Trade Zone ha promosso, a partire dal 2003, la politica del “going first and trying first”, la quale ha comportato un’innovazione del sistema nel suo complesso, volta ad attrarre un maggior numero d’investimenti stranieri, rafforzare la competitività dell’area, ridurre i costi operativi delle aziende che vi operano, nonché a migliorare lo sviluppo delle tre attività prevalenti: commercio internazionale, trasformazione per l’esportazione e servizi di logistica Tutti questi sforzi hanno portato a una rapida e duratura crescita dell’area, manifestata dal forte incremento (in media oltre al 20% l’anno) dei principali indici economici. Ciò permette di attribuire alla “Shanghai Waigaoqiao Free Trade Zone” un ruolo sempre più importante nella promozione dello sviluppo del Nuovo Distretto di Pudong cosi’ come dell’intera citta’ di Shanghai.

Ci sono inoltre Special Economic Zones in aree geografiche nelle quali le leggi vigenti che regolano le materie economiche sono contraddistinte da una minore rigidità rispetto al resto della Cina, originando maggiori vantaggi per le imprese che vi operano. In queste aree, situate generalmente nei pressi delle frontiere o dei maggiori porti/aeroporti internazionali, le merci possono essere scaricate, lavorate e riesportate senza alcun interferenza da parte delle autorità doganali del Paese; solo nel caso in cui dette merci fuoriescano dalla Special Economic Zone per entrare nel mercato cinese saranno soggette alle normali regole doganali.

Le imprese che vi operano godono, come le altre zone, di rilevanti benefici fiscali. Shenzen, Zhuhai, Shantou, Xiamen e Hainan sono le cinque aree speciali della Cina, alle quali si aggiunge la Pudong Development Zone (all’interno della quale sorge la Bounded Zone di Waigaoqiao). La creazione di zone speciali, che spesso ha generato numerose critiche per la sproporzione di benefici concessi agli investitori stranieri rispetto ai locali, ha permesso a Pechino di attrarre numerosi capitali stranieri e allo stesso tempo di controllare e gestire la crescita, valutando con quale modalita’ e in quali settori spingere il Paese.

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