Storia della Malesia

Le prime forme di vita in Malesia risalgono a 40.000 anni fa, ma è solo intorno a 10.000 che compaiono gli ‘Orang Asli’, gli aborigeni malesi, che probabilmente provenivano dal sud-ovest della Cina. Il nome ‘Orang Asli’, è un termine malese che significa ‘popolazione originarie’, gli antropologi includono 18 sottogruppi etnici.

A partire dal 2°secolo gli indiani iniziano ad essere presenti nella regione come cercatori di materie prime come oro, stagno, legno. Nei secoli successivi l’attuale Malesia è governata dall’impero di Funan, localizzato nell’attuale Cambogia, anche se l’occupazione più importante è  quella perpetrata da Srivijayan tra il 7° e il 13° secolo.

La storia della Malesia inizia a diventare interessante nel 1405, quando l’ammiraglio cinese Cheng Ho arriva a Melaka con la promessa di proteggere il paese da un tentativo di invasione da parte del regno di Siam da nord. Grazie al supporto cinese, il potere di Melaka si estende fino ad annettere quasi tutta la penisola malesiana. Nello stesso periodo dell’unificazione la religione islamica inizia a diffondersi a Melaka, per propagarsi velocemente in tutto il regno.

La prosperità del regno di Melaka, durante il 16° secolo, muta ulteriormente la storia del paese, che si tradurrà nell’arrivo prima dei portoghesi (1511), in seguito degli olandesi (1641) e dal 1795 degli inglesi.

Nel 1838 James Brooke, un avventuriero inglese, arriva fino al Sultanato del Brunei, che si stava difendendo dalle ribellioni di alcune tribù dell’interno. Brooke riesce a sottomettere i rivoltosi e come ringraziamento gli viene concesso potere su una parte di Sarawak. Cambia il proprio nome in Raja Brooke e fonda una dinastia che sarebbe durata cento anni.

Dal 1881 i territori di Sabah sono controllati dal governo britannico. Dopo la seconda guerra mondiale, Raja Brooke III cede il controllo del suo piccolo regno ai britannici. Nello stesso periodo l’arrivo di indiani e cinesi provoca un cambiamento della geografia della popolazione.

Malaya raggiunge la merdeka, ovvero l’indipendenza, nel 1957, ma ne segue un periodo instabile a causa di ribellioni capeggiate dai comunisti all’interno del paese, e da un confronto con il suo potente vicino, l’Indonesia.

Nel 1963 gli stati a nord del Borneo, di Sabah e Sarawak, si associano con Malaya e creano quella che oggi è nota come Malesia. Nel 1969, il paese attraversa un periodo di turbolenze a causa di ribellioni che, originatesi nella regione di Kuala Lampur, divampano nel paese, provocando centinaia di morti. All’origine delle rivolte vi sono le tensioni tra la comunità cinese e quella malese che hanno sempre attraversato la storia del paese. Ciò nonostante, ad oggi la società malese si presenta come una società multiculturale, esempio della coesistenza tra culture diverse quali quella cristiana, musulmana e buddista.

A partire dal 1981, la Malesia, guidata dal brillante Primo Ministro Dottor Mahathir Mohamad, ha realizzato una superba crescita economica, con un tasso di crescita dell’8% fino a metà 1997, quando la crisi valutaria tailandese ha gettato l’intero sud est asiatico nella recessione. Dopo 22 anni al governo, Mahathir Mohamad si è ritirato dalla vita politica. Il potere è stato affidato al suo successore designato, Abdullah bin Ahmad Badawi, confermato nelle elezioni che si sono tenute nel marzo 2004.

Nel marzo 2005 le autorità malesiane hanno inferto un grave colpo all’immigrazione clandestina, soprattutto di origine indonesiana, accusata in particolare di alimentare il narco traffico.

Nel 2006, il deputato Anwar Ibrahim, incarcerato dal 1998 dal Primo Ministro Mahathir Mohamad per sodomia e corruzione, ha deciso di pubblicare i diari da lui scritti durante il periodo in cella. Anwar, rilasciato nel settembre 2004, ha costantemente asserito che le accuse a suo carico erano solo il frutto dell’immaginazione di Mahathir, orchestrate abilmente per evitare sfide alla sua leadership. Teoria questa avallata dai gruppi che monitorano la salvaguardia dei diritti umani. Avendo ricevuto una condanna, Anwar non può detenere cariche pubbliche fino al 2008, ma la legge gli permette di pubblicare i suoi diari.

Attualmente il Primo Ministro è Abdulah bin Ahmad Badawi.

Cultura

Stile di vita

Dalle rivolte interne che il paese ha attraversato nel 1969, il paese ha maturato una tolleranza maggiore verso una società multiculturale e cosmopolita come è la sua, riuscendo a instaurare una convivenza tranquilla tra cristiani, mussulmani e buddisti. Il concetto di una ‘identità malesiana’ oramai si identifica nella multiculturalità della nazione, e questo si traduce nelle due caratteristiche della popolazione: ospitalità e cortesia.

Dirigendosi dalla città verso le campagne si percepisce come l’ethos, i costumi e la cultura islamica siano più forti, in particolar modo nella parte orientale della penisola. Nella zona malesiana del Borneo invece, si è affascinati dalle tribù che ancora vivono in capanne di legno in mezzo alla giungla.

Il kampung, o villaggio, è il cuore del mondo malesiano e opera in accordo dell’adat, ovvero la legge sociale islamica che enfatizza il vivere insieme, il far parte della comunità, piuttosto che l’individualismo. Ciò nonostante, malgrado la natura del kampung, la crescente occidentalizzazione della Malesia sta inevitabilmente avendo i suoi contraccolpi anche su questa cultura e questo tipo di socialità meno modernizzate.

Popolazione

La popolazione malesiana viene da gruppi etnici differenti: malesi, cinesi, indiani, gli aborigeni Orang Asli, un numero vario di tribù Sarawak e Sabah nel Borneo malesiano.

E’ indiscutibile dire che, i malesi controllano la vita politica mentre i cinesi quella economica, così come a Singapore. Circa l’85% della popolazione vive nella penisola malese, mentre il restante 15% vive a Sabah e Sarawak. Una minoranza sparuta di Orang Asli vive tecnicamente ancora nella giungla, ma molti hanno saputo integrarsi con la società contemporanea accettandone l’evoluzione della storia e della cultura senza subire traumi eccessivi.  

Una curiosità: dayak è il termine utilizzato per identificare i non musulmani che abitano la regione del Borneo. È stato stimato che ci siano oltre 200 tribù dayak in questa zona, includendo nel conteggio anche la Iban e la Bidayuh che vivono a Sarawak. Gruppi più piccoli come i Kenyah i Kayan e Penan, che vivono secondo usi e costumi tradizionali sono in via di estinzione.

Religione

La Malesia è a maggioranza islamica, ma, nonostante sia la religione di stato, è garantita la libertà di religione. Tra la comunità cinese per la maggior parte sono buddisti o taoisti, ma un’esigua minoranza ha aderito al cristianesimo. La comunità indiana proveniente per lo più dal sud dell’India, è di religione induista o cristiana, ma non mancano i mussulmani.

Si deve sottolineare come, sebbene nella penisola malesiana il cristianesimo non abbia avuto grande diffusione, ciò non si è verificato nella regione del Borneo malesiano, dove gran parte della popolazione indigena si è convertita al cristianesimo. Resta una minoranza che segue di cultura e tradizioni animiste.

Arte

Pua kumbu, è un’arte tipica malese di tessere abiti da usare sia ogni giorno che durante le cerimonie. Tra gli intagliatori del legno i più famosi sono i Kenyah e i Kayan, famosi per kelirieng, le iscrizioni sepolcrali.

Il kain songket, sono oggetti intrecciati fabbricati a mano in oro e argento.

Danze e musiche malesi

La menora, è una tipica danza melodrammatica malese, di origine tailandese, la cui esibizione è affidata solo agli uomini che si esibiscono indossando maschere grottesche. Esiste una versione femminile di questa danza che si chiama mak yong. Con il nome di joget, meglio noto come  chakuncha, ci si riferisce alle danze malesi più tradizionali. Sono tutte danze che trovano la loro origine nel sincretismo culturale malese.

La tradizionale musica malese si suona con il gendang, ovvero un tamburo. Ne esistono oltre 12 tipi. Altre percussioni includono il gong, il cerucap, uno strumento fatto di conchiglie, il raurau costruito con la parte esterna delle noci di cocco, il kertuk e il pertuang entrambi costruiti con il bamboo, e infine il celampang fatto di legno. Il gamelan è la tradizionale orchestra di gong.

Cucina

La cucina malesiana offre una grande varietà di pietanze, dovute alla sua cultura cosmopolita. Si potranno gustare piatti coreani, portoghesi, cinesi, islamici. Molto apprezzati sono i piatti di mare, il satay, carne di pollo cucinata con spezie, oppure il tradizionale manzo marinato e cucinato alla griglia. Il riso resta, come nelle altre cucine estremo orientali, un piatto base, ma non viene solo servito cotto al vapore come base di accompagnamento dei diversi piatti di carne, bensì anche cotto con ricette molto originali quale quella del nasy lemak, che consiste nel cuocerlo nel latte di cocco insieme a numerose spezie. Il peperoncino così come il curry, sono le spezie più usate. Un altro piatto tipico è il roti canai, una pane piatto fritto. È tipico della cucina islamica, ma si trova adattato alle cucine locali in diversi paesi del sud est asiatico.

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