Storia di Taiwan

Taiwan, nota anche come Ilha Formosa, isola bella, questo il nome che le dettero i portoghesi al loro arrivo nel 16° secolo, si trova a 160 chilometri dalle coste della Repubblica Popolare Cinese. La sua storia evidenzia come abbia intrattenuto relazioni con la Cina sin dal 7° secolo a.C. ma solo nel 14° secolo d.C. ha avuto inizio la sua colonizzazione.

Gli aborigeni malesi-indonesiani, hanno costituito per secoli la maggior parte della popolazione, fino all’epoca dell’invasione della Cina da parte dei Manciù. La storia di Taiwan subisce un primo  forte cambiamento a partire dal 1644, anno al quale si fanno risalire le prima ondate migratorie cinesi. Mano a mano questi nuovi immigrati cominceranno a occupare tutta l’isola relegando la popolazione indigena nella regione montuosa nord orientale, dove ancora oggi sopravvivono piccoli gruppi, il 2% della popolazione locale si stima. Tra questi c’è anche una minoranza che discende dai tayal, i ‘tagliatori di teste’.

All’inizio della penetrazione cinese l’isola è sotto il controllo degli olandesi, che però vengono scacciati definitivamente nel 1661, allorquando il territorio entra a tutti gli effetti a far parte dell’impero Qing. Da quel momento la coltura principale diventa il riso, sostituendo quella di canna da zucchero.

Dopo la storica guerra sino-giapponese del 1895, Taiwan diventa parte dell’impero del Sol Levante fino al 1945, con la triplice funzione di fornire prodotti agricoli, terra da lavorare agli emigranti giapponesi e un mercato aperto all’industria nipponica. Terminata la seconda guerra mondiale, l’isola torna sotto la sovranità cinese, ma nel settembre 1949 diventa il territorio di rifugio del governo dei nazionalisti guidati da Chang Kai Shek, che sotto la scorta americana riuscì a riparare a Taiwan, trafugando tra l’altro tutto il tesoro della città proibita. È il momento di svolta nella storia di Taiwan. Da questo momento iniziano ad esistere due stati sovrani che reclamano di rappresentare la Cina: Taiwan riconosciuta dalla maggior parte dei governi occidentali e la Cina comunista di Mao, che inizialmente viene riconosciuta solo dalla Russia e dalla Gran Bretagna.

Nel 1971, la svolta americana nella sua politica estera muta la geografia politica: con il riconoscimento della Cina Comunista, Taiwan perde il proprio seggio di rappresentante della Cina alle Nazioni Unite e nel 1979 gli Stati Uniti cessano di riconoscere la Repubblica.

Nel 1979 muore Chang Kai Shek, e gli succede il figlio Chingkuo. Temendo il principio di un governo dinastico monopartitico, la popolazione dell’isola inizia a protestare. Nel 1986 gli oppositori del Guomintang formano il Partito Democratico Progressivo e ottengono due seggi nel parlamento. Nel 1988, Chingkuo muore e la presidenza viene data a Lee Tenghui, originario dell’isola.

La storia di Taiwan da quel momento diviene tormentata, nella costante divisione interna tra chi vorrebbe una riunificazione con la Cina (il Guomintang) e chi vorrebbe un’indipendenza assoluta (il DPP).

Nel 1995, la visita ufficiale di Lee Tenghui negli Stati Uniti, è all’origine di proteste da parte della Cina comunista, che culminano con l’inizio di intense esercitazioni militari in direzione della costa di Taiwan e la conseguente reazione americana che invierà nell’area due portaerei per monitorare la situazione. Nello stesso periodo si tengono le prime elezioni presidenziali dirette che confermano un secondo mandato per Lee Tenghui.

Nel 1999 un violento terremoto colpisce l’isola causando distruzione e oltre 2000 morti. Pechino per mantenere il controllo indiretto su quella che considera la ‘provincia ribelle’, e che negli elenchi del telefono viene definita come ‘momentaneamente assente dagli elenchi telefonici’, obbliga qualsiasi paese che voglia apportare aiuti a Taipei a chiedere l’autorizzazione preventiva del governo cinese comunista.

Nel marzo 2000 viene eletto presidente Chen Shui-bian, candidato del Partito Democratico Progressista. È un altro cambiamento radicale della storia dell’isola: dopo 55 anni di governo nazionalista, il candidato indipendentista inizia a preoccupare Pechino. Nel 2002 anche Taiwan è entrata come la Cina, a far parte del WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Il 26 gennaio 2003, si è verificato un primo segno di distensione tra i due paesi, quando all’aeroporto Pudong di Shanghai, è atterrato un Boeing 740-400 della China Airlines decollato da Taiwan. Ci sono stati altri voli, diretti, ma in ogni caso al momento per raggiungere l’isola di norma si passa via-Macao o via-Hong Kong.

Nel 2004, per 30.000 voti Chen Shui-bian con il 50,12% di preferenze, si è confermato presidente, superando il candidato Lien Chan esponente del Guomintang che ha preso il 49,88%.

Due referendum nel 2004, per chiedere sia di rafforzare le misure difensive contro la Cina che, se fosse necessario, intavolare negoziati con la Cina, non hanno ottenuto il quorum.

Nel 2005, nuove dichiarazioni da parte di Chen Shui-bian pro-indipendentiste hanno innervosito Pechino che ha espressamente dichiarato che qualora Taipei si proclamasse indipendente, interverrebbe militarmente. La storia di Taiwan resta legata in ogni modo alla politica estera della Cina Popolare: la politica comunista, ‘un paese due sistemi’, per ora non trova il consenso di Taipei.

Cultura Taiwan

Cultura cinese e cultura taiwanese sono molto simili, il retaggio storico dei due paesi ha intrapreso una strada parallela negli ultimi 400 anni, è normale quindi trovare molte somiglianze a partire dalla lingua alle usanze locali.

La lingua

Come in Cina così a Taiwan, è il cinese la lingua nazionale, l’unica differenza è la scrittura. Mentre in Cina si utilizza il cinese semplificato, a Taiwan si scrive utilizzando ancora il cinese tradizionale.

Sport

Come in Cina si pratica il taijiquan, un’arte marziale con movimenti molto lenti, che è tanto un esercizio fisico quanto una forma d’arte tipica della cultura cinese.

Usanze

Molto superstiziosi, i taiwanesi così come i cinesi evitano di parlare di argomenti come la morte, e i suoi simboli, cioè il bianco (il colore funerario orientale) e il numero quattro, considerato un numero sfortunato perché la sua pronuncia è simile a quella dell’ideogramma che significa morte. Il concetto di‘guanxi’, che significa letteralmente ‘relazioni’, è tipico della cultura estremo orientale, che sia cultura giapponese, cultura cinese o cultura coreana, mai come in nessun altro paese al mondo è importante l’atteggiamento verso l’altro: i rapporti sociali seguono un iter molto complicato fatto di regali, adulazione, atteggiamenti umili, linguaggio retorico e impossibilità di capire le reali emozioni provate.

Cucina

La cucina di un paese rispecchia la sua storia e cultura. La cucina taiwanese è molto simile a quella cinese. E’ molto facile trovare le cucine tipiche di Pechino, del Sichuan o di Shanghai, anche se molto spesso sono arricchite da aromi tropicali tipici dell’antica cucina indigena locale. Il pesce e il riso sono alimenti base della cucina taiwanese. Ma le specialità più note sono gli involtini primavera, tipici della cucina cantonese, le torte della luna, una specialità che si mangia durante la Festa della Luna in autunno e che richiama la cucina di Hangzhou; gli gnocchi di riso, che si preparano in occasione della festa dei Battelli del Drago; le torte tartaruga, un piatto molto prestigioso che si usa servire durante i compleanni o durante le celebrazioni nei templi, altro piatto tipico della cucina cantonese.  

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